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domenica 15 ottobre 2017

Di funghi, di castagni e di gnomi


" ... come felini essi passavano la giornata fra i cespugli, nell’ombra odorosa di funghi, tra i fiori lisci e dorati che brillavano come ceri nella penombra del bosco e non partecipavano all’amore che li sfiorava con la mano della sposa ... "

Il sigillo d'amore
Grazia Deledda



" ... il paesaggio diventò incantevole. La luce dell’Appennino (perché l’alto Appennino ha una sua luce) si stendeva sullo smeraldo dei prati che parevano usciti allora allora dalle mani del barbiere, tanto erano rasi perfettamente; i boschi dei castagni si raggruppavano in macchie scure e superbe con entro sfondi e padiglioni, dove il sole scherzava con mille occhi di porpora e fiamma. E le cose erano grandi e solenni, e non c’era anima viva; e perchè la bella strada pianeggiava in lieve discesa, la fatica dell’andare era nulla e tutta l’anima era nella vista. «Oh, bellissima terra, perché così deserta? Animiamola! Collochiamovi degli esseri belli e buoni che vivano in pace!» ... "


La lanterna di Diogene

Alfredo Panzini


" ... Dati in custodia a' gnomi
Furo i tesori della terra, pietre
Metalli e piante, e d'erbe e di metalli
E di pietre virtù ... "

I fasti delle lettere in Italia nel corrente secolo
Antonio Zoncada
1855


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18 posti liberi - 23 giorni prenotabili 

martedì 12 febbraio 2013

Coriandoli e Stelle Filanti

L'uso carnevalesco propiziatorio, ben consolidato nel Medioevo, di spargere sulla gente mascherata arance, grano e granturco, gusci di uova colmi di essenze profumate, monete e anche petali di fiori, con l'andar del tempo gradatamente si polarizza più sul lancio dei diavoloni:

"Volgarmente si da tal nome ad* una sorta di zuccherini, composti specialmente con essenza di cannella, garofani, menta, e simili; perciò di sapore acutissimo, riscaldanti e eccitanti"

Accademia della Crusca

ad* = l'uso della d eufonica limitata all'incontro con la stessa vocale è successivo al testo qui proposto

"Un tempo, nome di certi grossi confetti con l'anima di cannella, che venivano lanciati nei corsi mascherati"
 
Treccani

Veicolo di Carnevale in Via Nazionale a Roma

Sul finire del XVI secolo seguono altri confetti, aromatizzati con i semi di coriandolo:

"Cuopronsi i coriandoli di zucchero per confetti, rompono le ventosità del ventre mangiati dopo pasto, e rendono buon odore e fanno buon fiato masticati in bocca; e verdi le sue foglie nelle mescolanze d'insalata non fanno male."

Il trattato della cultura e dei giardini
Giovanvettorio Soderini

Macchina di Carnevale in Via Nazionale a Roma

" ... Quegli delle carrozze scaglian confetti e mazzolini di fiori alle finestre; e tutto questo grandinare e ricevere e gittar di fiori e di confetti forma tutto il bello, il vario e l'animato di questa festa. Ne i romani son essi soli a codesto tripudio; ma le migliaia di forestieri calati a Roma dalle regioni tramontane, se ne sollazzano meravigliosamente, e non sanno saziarsi di matteggiare; perocché usati come sono alle loro contrade, ove i popoli son di natura più, riposata e tranquilla, per non dir fredda, si abbandonano alla sbrigliata a quella gaiezza ch'è propria de' sangui meridionali.. E gli è una gioia a vedere que' nobili e ricchi giovanotti stranieri scalmanarsi a gittar manciate e mestolate di confetti sulla folla del popolo, e a far lune e soli e stelle sulle schiene, perocché i confetti rompendosi e sfarinandosi fan sulle giubbe sprazzi e cialdoni bianchissimi. Essi sono nelle carrozze in tinse, e tengono al volto la visiera di reticino fitta; ma tuttavia è tanta la grandine che scroscia dalle finestre, che hanno tutti l'aria di mugnai usciti allora dalla tramoggia e dal frullone.

' Aggiungete in messo a codesto frastuono le maschere a piedi, ove i pagliacci e i pulcinelli hanno legate in capo certe mazzuole vesciche gonfie, e le zombano pel capo e per le spalle del popolo con un rimbombo indiavolato: gli arlecchini colle spatole fesse picchiano gli astanti, e rumoreggiano e croccano; altre maschere soffiano nelle buccine di mare, e cornando assordano: chi batte sistri, chi cembali; e il rumor delle ruote, l'annitrio de' cavalli, il trambusto degli strumenti fende il cielo. Ed ecco si sparano le bambardelle.

Le carrozze a quel segnale imboccano i vicoli da lato, e sfogano nelle vie parallele al Corso, sgomberando per la corsa de' baveri: al secondo sparo quelle migliaia di carrozze si son dileguate, ed un drappello di cavalleggeri spassa di gran carriera tutto il Corso. Allora i popoli si ritirano stipati lungo le case, e attendono il passaggio rapidissimo de' corsieri ... "

Edmondo - o Dei costumi del popolo romano
Padre Antonio Bresciani


però sono sostituiti successivamente da confetti di gesso amalgamato sempre ai semi di coriandolo:

"certe pallottoline di gesso, che si fabbricano a posta in alcune città d'Italia, da gittarsi addosso per sollazzo nelle feste di carnevale"

Tommaseo Bellini

Coriandoli sull'asfalto

questi confetti di gesso vengono accantonati a loro volta nel 1875 per la nascita dei coriandoli di carta promossa dal Cavalier Enrico Mangili di Crescenzago, un industriale possessore di una filanda che pensa bene di riciclare i dischetti ricavati dagli scarti dei fogli forati utilizzati per la lettiera dei bachi da seta, che più leggeri dei confetti si prestano a essere trasportati dal vento creando un vortice di sensazioni avvolgenti per un'atmosfera decisamente suggestiva, che il Cavalier Mangili arricchisce ancora di più con i nastrini di carta dei messaggi telegrafici che diventano stelle filanti.

"i coriandoli di carta ... furono una trovata di certo Mangilli di Crescenzago (Milano), traendo profitto dei dischetti che risultavano dalle carte forate pei bachi. Sostituirono il gesso e la terra dei tramontati carnevali ambrosiani, e i confetti usati anteriormente"

Alfredo Panzini

Coriandoli e Stelle Filanti sull'asfalto

Ma in un'intervista del 1957 per Rai radio, è l'ingegner Ettore Fenderl che rivendica l'invenzione dei coriandoli, sostenendo che nel 1876 aveva ritagliato dei triangolini di carta perché non possedeva i soldi necessari per comprare i confetti di gesso con cui si festeggiava il Carnevale.

Pagliacci per Carnevale al Palazzo delle Esposizioni di Roma

Allegro martedì grasso
e

Per ulteriori informazioni

mercoledì 12 maggio 2010

L'Orient Express

L'Orient Express è un treno passeggeri transcontinentale nato dalla mente e dalle mani dell'ingegnere belga Georges Nagelmackers che ispirato dai vagoni letto americani progetta delle carrozze con cabine e scompartimenti chiusi, posti in progressione, accessibili da un corridoio laterale, agganciate a delle carrozze soggiorno a uso comune e a delle carrozze ristorante per la ristorazione. Nagelmackers ottenuti i diritti di transito e le necessarie autorizzazioni dai paesi europei per agganciare le sue carrozze alle locomotive locali, dopo una serie di alterne vicende riesce a fondare la " Compagnie Internationale Des Wagon Lits " e il 4 ottobre del 1883 inaugura il " Train Express D'Orient " che successivamente prende il nome di " Orient Express ".


" ... Fino a qualche tempo fa , chi aveva una dozzina di giorni liberi andava a Fontainebleau o sulla Manica, oggi si va a Costantinopoli. L'Orient Express, così si chiama il treno che abbiamo appena inaugurato si compone innanzi tutto di due vagoni di servizio: uno è occupato dai bagagli e l'altro racchiude le ghiacciaie, le dispense, le docce, le cabine del personale, tra questi due vagoni, due carrozze letto che possono ospitare 40 passeggeri, fornite di cuccette eccellenti oltre che di quattro toilette molto comode e una carrozza ristorante arredata con tappezzerie Gobelins, Marocchino, cuoio di Cordoba e velluto di Genova e composta di una vasta cucina dove opera uno Chef di prim'ordine, quest'uomo di genio ci ha confezionato cibi di squisito sapore, variando il menù secondo i paesi che attraversavamo: gli storioni del Danubio, il caviale fresco di Romania, il pilaf dei turchi ..."

Georges Boyer
Inviato " Le Figaro" all'inaugurazione

Mappa dell'itinerario dell'Orient Express da Parigi a Istambul

Il percorso originale parte da Gare de l'Est di Parigi, attraversa Monaco di Baviera, Vienna, Budapest, Roussè in Bulgaria, giunge a Giurgiu in Romania per il trasbordo in battello sul Danubio, da qui si prende di nuovo il treno per Varna e si raggiunge con il traghetto Costantinopoli.

" Nel 1883 questo è l'itinerario si parte da Parigi il martedì sera, l'indomani pomeriggio si è a Monaco, verso mezzanotte si raggiunge Vienna, giovedì alle 6.00 in punto Budapest, venerdì mattina alle 5.00 Roussè sul Danubio, trasbordo su battello Giurgiu e quindi si riprende il treno fino a Varna, da Varna via mare e si arriva a Costantinopoli. Anche dal punto di vista della tecnica dei trasporti l'Orient Express fu una novità piacevole per i passeggeri, gli orari erano armonizzati tra loro, i servizi predisposti con cura, le formalità di dogana e polizia semplificate al massimo, davanti al treno degli europei facoltosi le frontiere si aprivano docilmente. "

Da Cronache del XX secolo

Nel 1889 viene completata la linea ferroviaria e Istanbul è raggiungibile così da Parigi, in circa tre giorni, direttamente senza trasbordi e nel 1897 Bram Stoker nel suo libro " Dracula " scrive: 

" 15 ottobre, Varna.
Partiti da Charing Cross il mattino del 12, la sera stessa eravamo a Parigi e salivamo sull'Orient Express, dove i posti erano stati per noi prenotati. Quarantott'ore di viaggio. Siamo giunti qui alle cinque di sera ...''

Orient Express in cammino sul binario

Nel 1909 su questo treno di lusso che rappresenta l'essenza della Belle Epoque viaggia per la prima volta uno studente di archeologia che deve raggiungere il Medio Oriente per completare la sua tesi di laurea che ha come argomento i castelli crociati e che gli è stata accordata dal professor David George Hogan archeologo, orientalista e agente dell'Intelligence britannica. Il laureando che si chiama Thomas Edward Lawrence, imparerà l'arabo, vivrà con i beduini, diventerà un'agente segreto e in missione nella penisola araba raccoglierà informazioni. Con la copertura di una spedizione archeologica per il British Museum, Thomas che passerà alla storia come Lawrence D'Arabia raggiunge gli scavi di Karkemish al confine tra Turchia e Siria, inquadra le vie percorribili e localizza le fortificazioni turche e le risorse idriche. Nello stesso periodo storico viaggiano sul " treno delle spie " Margareta Gertrude Zele meglio conosciuta come Mata Hari che in malese significa Occhio del Giorno e Baden Powell esploratore che lungo il percorso nei suoi disegni sulle ali delle farfalle riproduce in codice le mappe delle fortificazioni, rilevanti durante il primo conflitto mondiale per i servizi segreti inglesi.
A causa della guerra l'attività di trasporto dell'Orient Express viene sospesa nel 1914 e ripristinata in seguito all'armistizio firmato l'11 novembre 1918 proprio su una delle sue carrozze ristorante, la 2419.
Nel 1919 viene aperto il tunnel di Sempione che permette la nascita di un percorso alternativo, che diviene più importante e famoso del primo, " il Simplon Orient Express " che attraversa Losanna, Milano, Venezia e Trieste. 


Orient Express, cabina delmacchinista

Nel 1920 il nostro Alfredo Panzini nel suo libro " Io cerco moglie! " scrive:

" ... viaggiare il mondo con lei sempre in un delizioso tète-à-tète! Sleeping car, Excelsior hôtel, Palace hôtel. D’estate al Capo Nord, d’inverno, Orient Express ... "

e nel 1922 il romanziere e diplomatico Paul Morand un assiduo frequentatore dell'Orient Express in " Aperto di notte " : 

'' ... L'Orient Express trascinava nella notte i suoi viaggiatori trisettimanali. Sempre gli stessi, sarte francesi e giovani modiste che ritornavano da Costantinopoli dopo un viaggio di rifornimento di rose e bergamotto in polvere ... ''

Nel 1924 nasce il terzo percorso " l'Arlberg Orient Express " che unisce Parigi con Atene, Bucarest attraverso Basilea, Zurigo e Vienna.
Nel 1930 il successore di Georges Nagelmackers prolunga la linea e inaugura il " Taurus Express " che da Costantinopoli arriva ad Aleppo, a Beirut e ha collegamenti che portano a Gerusalemme e a Il Cairo, raggiunge anche Baghdad. 
Gli anni trenta rappresentano gli anni d'oro della sua esistenza, il comfort, l'eleganza, la sontuosità e la raffinata cucina innalzano la sua fama così tanto da farlo apprezzare dall'alta borghesia, dai banchieri, dai diplomatici, dagli scrittori, dalle coppie in viaggio di nozze e dagli uomini d'affari che conseguenzialmente agli eventi storici sostituiscono i re, i granduchi e l'aristocrazia dei primi anni.
Agatha Christie coglie tutto il fascino di questo treno che ripropone nel suo Assassinio sull'Orient Express: 

" Erano circa le 5 di una mattina d'inverno, in Siria. Lungo il marciapiede della stazione d'Aleppo era già formato il treno che gli orari ferroviari internazionali indicavano pomposamente col nome di " Taurus Express ", e che consisteva in due vetture ordinarie, un vagone-letto e un vagone-ristorante con annesso cucinino. Vicino alla scaletta di uno degli sportelli del vagone-letto un giovane tenente francese, splendido nella sua uniforme, conversava con un omino imbacuccato fino alle orecchie e del quale erano visibili solo il naso arrossato e le punte di un paio di baffi arricciati all'insù ... "

Nel 1931 Josephine Baker lo prende per rientrare a Parigi da Costantinopoli via Vienna, nei pressi di Budapest il treno salta in aria a causa di una bomba e precipita in un burrone di trenta metri, ci sono molte decine di morti e centinaia di feriti, lei che rimane incolume canta le sue canzoni più famose per i sopravvissuti.
Nel 1939 a questo maestoso Grand Hotel su rotaie si aggiungono le carrozze di seconda classe, ma durante la Seconda Guerra Mondiale si ferma la sua corsa e il 22 giugno 1940 Adolf Hitler impone alla Francia di firmare la resa in quella stessa carrozza ristorante 2419 del 1918, diventata un cimelio storico dall'alto valore simbolico custodito in un museo a Compiegne; il vagone è trasportato a Berlino e posto come trofeo a fianco alla Porta di Brandeburgo.
Dopo la guerra il servizio viaggiatori riprende, ma con grande difficoltà a causa della chiusura dei confini, prima quelli tra Jugoslavia e Grecia che non permettono di raggiungere Atene e poi quelli tra Bulgaria e Turchia, che non permettono di raggiungere Istanbul.


Nel 1962 " l'Orient Express " e " l'Arlberg Orient Express " cessano le loro corse.
Nel 1963 nel film 007 dalla Russia con amore James Bond parte da Istambul

" Non sei mai stata a Istambul dove i raggi della luna sul Bosforo sono così suggestivi? "

e viaggia sull'Orient Express diretto a Trieste per raggiungere la frontiera bulgara con Tatiana Romanova caporale dei servizi segreti russi e Ali Kerim Bey uomo del MI6, ma l'uccisione di Kerim Bey per mano di Donald Red Grant che lavora per l'organizzazione criminale SPECTRE, interessata alla Lektor, macchina per decodificare crittogrammi, scombina i piani e il viaggio continua con soste a Belgrado e Zagabria e si conclude con una discesa clandestina dal treno prima del confine tra Jugoslavia e Italia.
Nel 1966 il " Simplon Orient Express " è sostituito con la linea " Direct Orient Express " che raggiunge Belgrado da Parigi quotidianamente e Istanbul e Atene due volte alla settimana.
Nel 1971 la compagnia vende tutte le carrozze alle varie ferrovie nazionali lasciando però il suo personale viaggiante.
Nel 1976 è interrotto il servizio Parigi Atene e il 19 maggio 1977 " la Direct Orient Express " effettua il suo ultimo viaggio Parigi Istanbul.

© Sciarada Sciaranti
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