venerdì 31 ottobre 2014

Lo specchio di Golconda - L'incontro

Secondo  Lao-Tze 
"Ciò che per il bruco è la fine del mondo per il resto del mondo è una bella farfalla" , ma , ciò che per l'essere umano è la fine della vita per il resto della vita che cos'è ?
Se l'essere umano osserva dall'esterno e conosce la metamorfosi del bruco e anche se gli piacerebbe non può svelargli il mistero della sua trasformazione, chi è che osserva dall'esterno e conosce la fine della vita dell'essere umano senza potergli svelare il mistero di questa sua inquietante trasformazione? 
Questo parallelismo azzardato ha lo scopo di porre l'accento su quell' evento che conclude lo sprazzo di esistenza di cui facciamo esperienza vivendo. La morte è per tutti un'incognita che una volta risolta non potrà essere spiegata a chi ancora è rinchiuso in un involucro corporeo e guardarla con gli occhi del bruco o con la spiritualità dell'essere umano che ci permette di percepire e sentire ciò che non si vede, è una scelta solo nostra. Nel brano che segue, la signora Morte, assurta ad entità che manifesta tutta la forza della sua imbattibilità, si nutre ad aeternum della vita che si riproduce e per paradosso, assecondando la propria natura, è felice di annientare chi per lei è fonte di vita, forse conosce la verità che noi ignoriamo?

Sciarada 



" Lungo il cammino della vita la signora Morte passeggiava con tranquillità senza che alcuno le fosse di disturbo. Sorrideva sarcastica agli uomini, sprezzante della loro angoscia, superba ed arrogante li avvicinava indesiderata, sorniona giocava con loro avvicinandosi e allontanandosi senza chiedere, abituata ad avere.
Fra tanti uguali uno attirò la sua attenzione, voltato di spalle, incurante della sua presenza, vestito di un candido abito, lo apostrafò : " sono la Morte, piccolo uomo, decido per te, voltati voglio vedere sul tuo viso la paura ".
L'uomo si voltò e rispose : " sono un medico ed ho un solo nemico, il suo volto non mi fa paura ".
La Morte si indispettì e continuò : " come difenderai te e gli altri dai miei mille artigli ? " .
- " Studierò ogni giorno per conoscerli uno ad uno ed uno a uno imparerò a spezzarli ".
Ancora più irritata la morte incalzò : " essere presuntuoso aspetterò la tua stanchezza ed il tuo abbandono così da rubarteli al sonno ".
Con voce sicura il medico rispose : " il lamento dei malati mi terrà sveglio ed il loro sollievo sarà il mio riposo ".
Una smorfia segnò il viso della morte gonfia di rabbia, attaccò ancora : " confiderò sul tuo corpo e quando lui diverrà vecchio e debole sorriderò alla tua impotenza ".
Di nuovo il medico : " non sperare su ciò perché benché vecchio ed infermo altre braccia saranno le mie ed altre gambe mi sorreggeranno davanti a te ".
La Morte come in un senso di rassegnazione chinò il capo per un momento, poi improvvisamente si rivolse all'uomo dandogli le spalle, e con tono falsamente sommesso ma ironico lo apostrofò così : " sciocco essere, attenderò che tu ed io saremo una cosa sola, e la Morte sai non fa dispetto alla Morte " .
A quelle parole il medico si sentì debole ed inerme, il suo corpo si piegò e le lacrime gli rigarono il viso, ma in quel preciso istante una voce si alzò alle spalle dei due : " sono il figlio e dove mio padre terminerà il suo cammino, li inizierà il mio e chiederò a mio figlio di fare altrettanto, e lui pregherà il suo, così per tutto il tempo ".
Un urlo uscì dalla bocca della Morte : "maledetti testardi " , e scappò via imprecando furiosa. Si racconta che per molto tempo fu possibile udire, proveniente da lontano, lassù oltre le nubi, una risata di felicità. " 
  
© Golconda




Buona celebrazione a tutti voi
 per la festa di Samhain, per la festa di Ognissanti e per la Commemorazione dei Defunti
Bentrovati!


In ordine di pubblicazione, per chi è interessato :

lunedì 20 ottobre 2014

Stella gemella


" ... E io cerco nel cielo stellato
Dove sono le stelle gemelle -
Mio destino che al tuo è legato
Ma dove sono le nostre stelle?
O cielo, campo di grano incantato!

La notte si consuma dolcemente
Serena* alfine m'addormento.
I tuoi occhi che vegliano la tua* amante
Non sono forse, mio bello* indocile,
Le nostre stelle del firmamento? "

Serena* = sereno, nel testo originale
la tua* = il tuo, nel testo originale
mio bello* = mia bella, nel testo originale

Guillaume Apollinaire

Il direttore d'orchestra è sempre presente nella tua vita,
 dirige solo perché tu possa gioire nell'ascoltare.
Auguri ! 

Post programmato : a prestissimo e un bacio a tutti !

martedì 7 ottobre 2014

" ... E tutti fanno « Oooooh ! » ... "



"... A quel tempo danzavano per le strade come pazzi, e io li seguivo a fatica come ho fatto tutta la vita con le persone che mi interessano, perché le uniche persone che esistono per me sono i pazzi, i pazzi di voglia di vivere, di parole, di salvezza, i pazzi del tutto e subito, quelli che non sbadigliano mai e non dicono mai banalità ma bruciano, bruciano, bruciano come favolosi fuochi d'artificio gialli che esplodono simili a ragni sopra le stelle e nel mezzo si vede scoppiare la luce azzurra e tutti fanno « Oooooh! » ... "


Sulla strada 
Jack Kerouac

mercoledì 1 ottobre 2014

Nelle vigne popolate ...


" L'afa era ancora pesante, il cielo velato di vapori. La pioggia doveva essere assai lontana, e si cominciò la vendemmia. Nelle vigne popolate di vespe e di calabroni i grappoli appena punti si disfacevano. Un odore denso era dappertutto. 


Le donne si sparsero pel campo con le loro ceste sul capo, e si adagiavano sotto le viti. Le dita si appiccicavano legate dai succhi e dalle ragnatele. 


Nell'aria si intonavano canzoni cui si rispondeva da vite a vite, i peri e i peschi buttavano giù con un tonfo qualche frutto troppo maturo.


Verso mezzogiorno il palmento si riempì d'uva e fu il primo convegno delle vespe che salivano stordite alla superficie dei grappoli. L'aria era divenuta di miele, e l'aroma delle piante bruciate dal sole si mescolava a quello dolce e inebriante delle uve che non riuscivano più a contenere i succhi e che si disfacevano, un grappolo sull'altro, nel reciproco peso. "


Vendemmia
Corrado Alvaro
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