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sabato 15 dicembre 2018

Mattino di dicembre


Nel cielo c'è la luna, e ancora
non si è mossa l'ombra notturna.
Regna e non vuole riconoscere
che già s'è svegliato il giorno,

che pur timidamente e pigro
sorge un raggio dopo l'altro,
e il cielo ancora risplende,
così, del suo trionfo notturno.

Non passeranno due o tre momenti
e la notte svanirà dalla terra,
e nel pieno splendore delle visioni 
d'un tratto ci prenderà il mondo diurno ...

Scritta nel 1859
 Fjodor Ivanovic Tjutcev



sabato 28 aprile 2012

Est in arundineis modulatio musica ripis

Canneto

C'è una melodia nelle onde del mare,
un'armonia nelle dispute degli elementi,
e un armonioso fruscio musicale
scorre per gli ondeggianti canneti.

Un'armonia imperturbabile in ogni cosa,
una piena consonanza nella natura,
solo nella nostra fantomatica libertà
noi ci riconosciamo discordi da essa.

Donde è sorta questa discordanza?
E perché nel coro universale
l'anima non canta ciò che canta il mare,
e, canna pensante, si ribella?

Scritta l'11 maggio 1865
 Fjodor Ivanovic Tjutcev

Canneto

Il titolo di questa poesia " Est in arundineis modulatio musica ripis " - " C'è nel suono delle canne la musica delle rive ", riproduce un verso di Decimo Magno Ausonio poeta latino del IV secolo e l'espressione " canna pensante " con cui Tjutcev vuole rappresentare l'uomo, risale a Blaise Pascal di cui riporto il pensiero pur non condividendo pienamente la sua idea sull' universo:

" L’uomo non è che una canna, la più fragile di tutta la natura; ma è una canna pensante. Non occorre che l’universo intero si armi per annientarlo: un vapore, una goccia d’acqua è sufficiente per ucciderlo. Ma quand’anche l’universo lo schiacciasse, l’uomo sarebbe pur sempre più nobile di chi lo uccide, dal momento che egli sa di morire e conosce la superiorità che l’universo ha su di lui; l’universo invece non sa nulla. Tutta la nostra dignità sta dunque nel pensiero. E’ in virtù di esso che dobbiamo elevarci, e non nello spazio e nella durata che non sapremmo riempire. Lavoriamo dunque a ben pensare: ecco il principio della morale. "
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