venerdì 5 aprile 2019

Astratto in Materia - La pazienza

Scoglio in mezzo al mare con le onde che si infrangono su di esso

La pazienza: Uno scoglio su cui si infrangono le onde

Sciarada Sciaranti


Posso raccontare la mia esperienza: quando ero molto giovane, di pazienza, ne avevo poca e la perdevo molto facilmente. Quando ero una giovane insegnante, non avevo troppa pazienza con i miei alunni. E' stato col passare degli anni che la mia pazienza si è allenata, ho incominciato, pian piano, ad avere più pazienza con loro. E, ora, dopo tanti anni, posso dire di avere tanta pazienza ...tanta tanta, anche quando avrei tutti i motivi per essere arrabbiata ma io resisto e porto pazienza. 

Mirtillo del blog 
mirtillo14-camminando



La pazienza è la capacità dell'uomo maturo di ascoltare chi non è in grado di comprendere un concetto e alza pure la voce.

La pazienza: è un martello che ascolta compiaciuto e non va a colpire la testa del testardo. " La testa del testardo " è una raffinatezza.

Gus
Il blog di Gus


La pazienza: ognuno di noi cerca di trovare dove ci porta

Tomaso
Passato e presente


La pazienza non è solo saper “andare oltre” e con i bambini a scuola bisogna andare oltre un milione di volte al giorno, è anche, e soprattutto, saper “attendere”. Attendere che un bambino maturi, comprenda, arrivi a raggiungere i compagni, modifichi i suoi atteggiamenti, quelli più deleteri. Attendere tempi migliori, attendere che una situazione si evolva, insomma la pazienza è una gran virtù e bisogna allenarci a praticarla, ne va del bene nostro e di coloro che ci stanno attorno e con cui relazioniamo. Se dovessi usare un’immagire opterei per la tartaruga che a mio parere è paziente e saggia, sì, perché pazienza è saggezza, la saggezza di decidere di non reagire per un bene superiore. 

Sinforosa
Sinforosa Castoro


La pazienza: La goccia che scava la pietra

 La pazienza: una finestra aperta spinta e rispinta dal vento

La pazienza: Il germoglio di un seme di sequoia 

Patrizia
Amica senza blog


Se vi va di partecipare, materializzate il vostro concetto di pazienza attraverso un oggetto concreto che possa rappresentarlo. Sono ben accette anche le definizioni, il gioco non è così fiscale; il tutto sarà riportato nel post.


mercoledì 3 aprile 2019

Buon viaggio e felice ritorno

Il dominio del possente pelago nei tempi antichi riprendeva quando la primavera iniziava a placare le tempeste invernali, la cui furia era difficile da vincere anche per i saggi lupi di mare che ben sapevano governare le navi, ed ecco che con la buona stagione sotto le Pleiadi e il lieve soffio del Vento dell'Ovest Favonio* si delineavano i preparativi pratici e spirituali per assicurarsi un buon viaggio e un felice ritorno.

Favonio* = Zefiro per i greci, vento che spira da ponente in primavera diverso dal Ponentino che spira sempre da ovest, ma in estate.

Nave in marmo di Luni conservata al museo delle Terme di Diocleziano di Roma

Scultura votiva in marmo di Luni conservata al museo delle Terme di Diocleziano di Roma, si ignora la provenienza, risale all'età imperiale e raffigura una nave sormontata da una base di colonna attica. Con molta probabilità fu dedicata da un marinaio al suo nume tutelare per ottenere un felice ritorno a casa.


" Chi per primo inventò la nave, solcò il mare profondo,
e con remi grezzi scosse le acque,
chi ebbe l'ardire di consegnare il legno* ai pericolosi soffi del vento,
mostrò con arte le vie che la natura nega.
Per la prima volta si affidò trepidante alle quiete onde,
costeggiando le spiagge seguite con rotta perfetta:
presto sfidò ampie insenature e lasciò la terra
e iniziò a spiegare le vele al dolce Noto*.
Ma quando poco a poco scorse il coraggio trascinante 
e il cuore dimenticò la debole paura,
ormai libero invase il mare e tracciata la via dal cielo 
dominò le tempeste dell'Egeo e lo Ionio. "

legno* = I marinai chiamavano legno la nave
Noto* =  Nome dato dai greci al Vento del Sud, conosciuto dai romani come Austro o Ostro

Proemio al Libro I - Il ratto di Proserpina
Claudio Claudiano
Liberamente tradotto da me medesima

giovedì 28 marzo 2019

Piazza San Martin in Lima

... Miracoli di gloria!
La tua spada, San Martin, ha fatto il prodigio;
Lei è il legame che unisce
Gli estremi di un secolo davanti alla storia,
E tra loro si alza,
Come il sole nelle schiume dorate del mare,
La stella splendente della tua memoria.

Il tuo nome non morirà!
Non smetterà di echeggiare un giorno
Il tuo grido di battaglia,
Mentre c'è una roccia nelle Ande
E un condor alla sua fiera cuspide.
È scritto sulla parte superiore e sulla spiaggia,
In montagna, nella valle, ovunque
Che arriva dalle missioni allo stretto
L'ombra colossale della tua bandiera!


San Martin
 Olegario Víctor Andrade 
Liberamente tradotto da me medesima


José de San Martin

Quelle su scritte sono le ultime due strofe del poemetto San Martin che Olegario Víctor Andrade compone per rendere omaggio a José de San Martin un generale argentino artefice dell'indipendenza dei paesi del Sud America dalla Spagna.
Lima, il 27 luglio 1921, nel centenario dell'indipendenza del Perù, gli intitola una piazza che sorge sui resti del convento di San Juan de Dios sostituito nel 1850 da una stazione ferroviaria demolita tra il 1911 e il 1918.
Dal 1988 piazza San Martin è entrata a far parte del patrimonio dell'Unesco, al centro si eleva la statua del generale a cavallo mentre attraversa le Ande per liberare l'Argentina, il Cile e il Perù, gli arredi che la ornano con quattro fontane, i lampioni a candelabro di bronzo, le aiuole ricche di fiori, la pavimentazione in granito, le panchine e corrimani in marmo europeo furono progettati da Manuel Piqueras Cotolí.


Alcuni degli edifici che la circondano sono antecedenti alla sua nascita come Palazzo Giacoletti del 1912 che si trova all'incrocio tra viale Nicolás de Piérola e viale Quilca jirón, principali vie d'accesso alla piazza; fu costruito dai fratelli, architetti italiani Masperi su richiesta di Juan Romano per indossare le vesti di un edificio commerciale che avrebbe ospitato i negozi più esclusivi dell'epoca. Lo stile in art nouveau della facciata, i suoi quattro piani collegati da incantevoli scale di marmo europeo e i suoi maestosi lampadari hanno fatto si che il palazzo vincesse la medaglia d'oro per il miglior design dell'anno, premio conferito dal comune di Lima. Al primo piano la pasticceria degli italiani Giacoletti conquistò un tale prestigio da dare il suo nome all'intero palazzo, nel primo Novecento era una sorta di Starbucks odierno in cui si offrivano prelibati dolci di qualità e bevande che diventarono insostituibili per tutti gli abitanti. Quando i Giacoletti lasciarono l'edificio Juan Romano aprì lì un'altra caffetteria che negli anni '70 sostituì con il ristorante El Cortijo che si distinse per celebrare il Natale attraverso una specializzata offerta di tacchini. Negli anni '80 El Cortijo si trasferì a Barranco e il suo posto venne preso dal Parrilladas che chiuse ben presto a causa di una grande crisi  economica in cui cadde il paese.
I tentativi di riproporre lo stesso fascino della pasticceria Giacoletti furono tanti e nessuno riuscì a eguagliare il suo successo, anche il Roky nei primi anni del 2000 aprì una sua succursale in questo magnifico edificio spettatore di tanti eventi storici, ma un incendio distrusse tutti i locali.
Il Teatro Colón del 1914 è l'altra costruzione antecedente la piazza, originariamente, da Claude Sahut che aveva studiato architettura all'Ecole des Beaux-Arts di Parigi, era stato concepito per essere un teatro e mantenne questa disposizione fino a quando nel 1921 gli venne affiancata la funzione di sala cinematografica ed è proprio qui che, in Perù, si assistette alla prima proiezione di un film, la mondanità cittadina ne rimase entusiasta e il Colón fu trasformato in sala cinematografica nel 1927. Nel 1936 il teatro venne restaurato e rinnovato all’esterno, con l’elevazione di un piano sotto la cupola in stile art nouveau che sovrastava la sua parte angolare e all’interno, con l’eliminazione dei palchi separati. Sul finire degli anni ’70 inizia il suo decadimento con proiezioni di film per adulti e solo nel 2004 la municipalità di Lima ne diviene proprietaria e l’anno successivo fonda un centro culturale - ONG Proyecto Cultural Teatro Colón - dopodiché il Teatro Colón è dichiarato monumento nazionale.


Sullo sfondo da sinistra: il Club Nacional,  il Teatro Colón,  il Palazzo Giacoletti, l'Hotel Bolivar

Successivi alla costruzione della piazza sono invece l'Hotel Bolivar che vide la luce nel 1924 su progetto di Rafael Marquina, le arcate Zela e Pumacahua del 1926 progettate sempre da Rafael Marquina e il Club Nacional costruito nel 1929 da Ricardo de Jaxa Malachowski e Enrique Bianchi. Tra il 1935 al 1945, furono costruiti  in stile neo coloniale gli edifici Cine Metro, Fénix, Boza e Sudamérica.


Sullo sfondo: le Arcate Zela e Pumacahua

A piazza San Martin si ritrova quel bianco descritto da Melville in Moby Dick che quando il cielo è coperto di nuvole si ingrigisce risvegliando Lima la strana città triste.

mercoledì 20 marzo 2019

Lo sguardo ravvicinato tra Terra e Luna accoglie l'equinozio di primavera

Ecco la luna crescente che, con il suo arco di ghiaccio, velata dalle nuvole, alle 22.58 accoglie l'equinozio di primavera in Italia. 
Alle 2.43 di giovedì 21 marzo diventerà piena presso il perigeo che ha raggiunto martedì 19 marzo alle 20.48, si è trovata così a una distanza minima di trecentosessanta mila chilometri dalla Terra. Questa vicinanza la farà sembrare più grande e luminosa del 7%  e sarà l'ultima Superluna del 2019.



Buon equinozio di primavera!


Nel marzo ebro di sole il grande arbusto
in mezzo al prato si coprì di gialli
fioretti: le novelle accese rame
salenti e ricadenti con superba
veemenza di getto dànno raggi
e barbagli a mirarle; e tu quasi odi
scroscio di fonte uscir da loro; e tutta
la Primavera da quell'aurea polla
ti si versa cantando entro le vene.

Fontana di luce
Ada Negri
Per ulteriori informazioni

venerdì 8 marzo 2019

Eppure mi rialzo

Puoi infangarmi nella storia
con le tue amare, contorte bugie.
Puoi schiacciarmi nella terra
ma, come la polvere, io mi rialzo.
La mia sfacciataggine ti disturba?
Perché sei afflitto dallo sconforto?
Perché cammino come se avessi pozzi di petrolio
che pompano nel mio salotto.
Proprio come le lune e i soli,
con la certezza delle maree,
come le speranze che volano alte,
io mi rialzo.
Volevi vedermi spezzata?
Con la testa china e gli occhi bassi?
Spalle cadenti come lacrime,
indebolite dai pianti della mia anima?
La mia immodestia ti offende?
Non te la prendere così tanto
solo perché io rido come se avessi miniere d’oro
scavate nel mio giardino
Puoi ferirmi con le tue parole,
puoi trafiggermi con i tuoi sguardi,
puoi uccidermi con il tuo odio,
eppure, come la vita, io mi rialzo.
La mia sensualità ti disturba?
Ti coglie di sorpresa
Che io danzi come se avessi diamanti
alla confluenza delle mie cosce?
Dalle capanne della storia ignobile
io mi rialzo.
Da un passato radicato nel dolore
io mi rialzo.
Sono un oceano nero, impetuoso e vasto
che traboccante e gonfio avanza con la marea.
Lasciandomi indietro notti di terrore e paura
io mi rialzo
in un nuovo giorno miracolosamente chiaro
Io mi rialzo
Portando i doni lasciati dai miei antenati,
sono la speranza e il sogno dello schiavo.
E così mi rialzo,
mi rialzo
mi rialzo

Eppure mi rialzo 

lunedì 4 marzo 2019

Verità offerta in sacrificio

Potevo scegliere tra il fermarmi e immiserire ancor di più un'anima misera o continuare a camminare verso la bellezza.
Tentennai un attimo per amore di quella verità offerta in sacrificio che la mia memoria sapeva incisa nel passato e poi andai avanti per consegnarla a chi le avrebbe reso merito.

Affreschi di una pensatrice Folle
Sciarada Sciaranti


Ore 14.20

P.S. L'anima misera non è la verità offerta in sacrificio. L'anima misera ha sacrificato la verità. 



giovedì 28 febbraio 2019

Il Giovedì Grasso

- Stefanina:

È Giovedì Grasso,
giorno proprio di scherzi:
vogliamo divertirci,
e nella burla ancora
v'è la tua padrona.

Il Giovedì Grasso: opéra buffa in un atto - Scena seconda
Gaetano Donizetti
Libretto di Domenico Gilardoni


Nina e Teodoro sono due giovani innamorati, ma non possono vivere serenamente il loro amore perché lei, per volere di suo padre il Colonnello, è promessa sposa di Ernesto. Sigismondo amico dei due ragazzi,  per la festa del Giovedì Grasso, decide allora di organizzare una beffa che avrà come vittima l'inconsapevole Ernesto: Ispirandosi alla commedia Pourceaugnac di Molière si travestirà e si fingerà Monsieur Piquet, un avvocato che accoglierà Ernesto come un suo vecchio amico e Camilla sposa di Sigismondo interpreterà Madame Piquet che nel piano dei due coniugi si presenterà a Ernesto come una sua ex amante e gli confesserà che il marito la tradisce. Ernesto giunge alla festa e la cameriera Stefanina che non lo conosce, ingenuamente, lo mette al corrente di quel che succederà. Ernesto che scopre così la verità, convoca il Colonnello che si trova a Parigi, e pensa bene di sconvolgere il gioco, durante la serata finge di riconoscere Monsieur Piquet e Madame Piquet, consola lei per il tradimento ricevuto dal marito e scrive un bigliettino che mette di proposito nella tasca di un servo, Cola, per scatenare la gelosia di Sigismondo. Quando arriva il Colonnello, Ernesto svela ai presenti la sua di burla e libera Nina dalla promessa di matrimonio così potrà convolare a giuste nozze con Teodoro. 

Ballo di Carnevale 
 1652
 Pierre Bergaigne 

- Tutti: 

Viva, viva il Carnevale
che ci seppe corbellar.

- Ernesto, Teodoro e il Colonnello:
   
Siede amor in ogni core! 
Cieco ha il guardo, 
eppure il dardo
dove vuole sa vibrar. 

- Nina, Stefanina e Camilla:

Il suo foco in ogni loco, 
cieco ha il guardo, 
eppure il dardo, 
dove vuole fa vibrar.

 - Tutti:

 Il fanciullo vezzosetto
 tiene impero universale
 contrastar con lui non vale. 
Viva, viva il Carnevale
 che l'amore fa brillar.

Il giovedì grasso: opéra buffa in un atto - Scena tredicesima
Gaetano Donizetti 
Libretto di Domenico Gilardoni 

Pronti per la festa degli scherzi? 
Buon Giovedì Grasso!

Per ulteriori informazioni

martedì 19 febbraio 2019

Ramaglia

La vita è in un continuo movimento mai uguale a sé stessa, quel che ieri portava i frutti è oggi ramaglia e domani sarà nutrimento per quel che verrà.


" ... L’alba frizzante, a lunghe strisce gialle e rosee nel cielo, fluttuava in veli di bruma lungo i pendii delle montagne, svegliava il torrente, frusciava fra la ramaglia, fumava dai comignoli delle casupole sparse, attendendo di fumar fra breve dalle ciminiere degli opifici. Alba di lavoro, che squillava la sua diana coi fischi delle fabbriche; e scopriva, al graduale avanzar della luce vette nevose, chiome lussureggianti di foreste ove spesseggiavano il castagno e la quercia, profili altissimi di colmigni dominatori, larghi tetti a cristalli di padiglioni americani, razzanti ai primi raggi del sole ... "

Il crimine - Le solitarie
Ada Negri

domenica 17 febbraio 2019

Intrighi esistenziali

Le nostre estensioni anche quando ci perdono di vista sanno da dove provengono e dove vanno immerse in intrighi esistenziali che ci rimandano sentori di vita.

Sciarada Sciaranti

giovedì 14 febbraio 2019

La passione del cuore

" ... Comprendeva solo allora perché aveva udito raccontare che i veri amanti, al loro primo colloquio d’amore, impallidiscono, tremano e ammutoliscono. È perché, visto che l’amore domina entrambi i regni della natura e dell’anima, attira a sé tutte le loro forze, comunque si muova. Così, quando i veri amanti vengono a conciliabolo, l’amore perturba e quasi pietrifica tutte le funzioni del corpo, sia fisiche che spirituali: per cui la lingua si rifiuta di parlare, gli occhi di vedere, le orecchie di udire, e ogni membro si sottrae al proprio dovere. Questo fa sì che, quando l’amore si attarda troppo nel profondo del cuore, il corpo privo di forza, deperisca. ma a un certo punto il cuore, per l’impazienza dell’ardore che prova, quasi getta fuori di sé la sua passione, permettendo al corpo di riprendere le proprie funzioni. E allora l’amante parla ... "

Baudolino
Umberto Eco


Felice San Valentino a tutti con l'augurio che l'innamoramento dia voce a quell'amore vero e perfetto per il vostro cuore!


giovedì 7 febbraio 2019

Dalla brina di febbraio


... Il Mattino tranquillo
Nato dalla brina di Febbraio.
Piegandosi dal cielo, nell' azzurro della gioia,
Baciò la fronte alla Terra.
E sorrise sul mare silente,
E invitò i fiumi gelati a essere liberi
E con la musica svegliò tutte le fonti,
E respirò sui monti ghiacciati ... 

L'invito
Percy Bysshe Shelley 
Liberamente tradotta da me medesima

mercoledì 30 gennaio 2019

Tracce di brina


" ... Qualche traccia lasciò come di brina,
tracce di neve il perfido Gennaio: 
onde, se guardi, pensi ad un mugnaio
distratto ch'ha perduto la farina ... "

Invito francescano, in Panem Nostrum
Fausto Maria Martini

domenica 27 gennaio 2019

L'orrore dello sterminio

Non esiste una parola che possa rendere giustizia a ciò che è stato ed è impensabile che un giorno esisterà un vocabolo adeguato alla capacità di contenere l'orrore dello sterminio sistematico di esseri umani messo in atto dal nazismo in nome della " razza pura ". Per indicarlo usiamo alcune voci di un passato che non poteva certo immaginare quello che sarebbe successo. 
Nella Septuaginta* troviamo il termine ὁλόκαυστος - holòkaustos - bruciato interamente, composto da ὅλος - hòlos - tutto intero e καίω - kàiō - brucio, che diventa holocaustum nella Vulgata*, olocausto in italiano e traduce la parola del testo masoretico* עלה - olah che deriva dal verbo alah - far salire - innalzare - far ascendere. E per quanto l'olocausto, prima attraverso la letteratura, nell'accezione di distruzione di massa e dopo attraverso la stampa, nell'accezione di distruzione di massa della Seconda Guerra Mondiale, abbia avuto un'evoluzione che lo ha trasformato in Olocausto con l'iniziale maiuscola distaccandolo dal suo significato originale di sacrificio in cui la vittima veniva distrutta e bruciata nei culti greci ed ebraici ( Il korban olah - קָרְבַּן עוֹלָה - ciò che va in alto con la radice korbàn - קרב - accostare - avvicinare a Dio era il rito ebraico che sacrificava un animale, bruciandolo totalmente, sull'altare del Tempio di Gerusalemme ), non è ritenuto idoneo da alcune comunità ebraiche che riconoscono solo la matrice originaria del termine. 
Shoah invece dall’ebraico השואה - HaShoah - catastrofe, distruzione, desolazione e tempesta devastante in  Isaia 47, 11, è un termine usato più recentemente, si riferisce all'uccisione di 5,9 milioni di ebrei e per la sua connotazione prettamente ebraica non comprende quella di 2 - 3 milioni di prigionieri di guerra sovietici, 1 - 2,5 milioni di slavi, 1,8 - 2 milioni di polacchi non ebrei, 1 - 1,5 milioni di dissidenti politici, 220.000 - 500.000 rom e sinti ( i rom utilizzano la parola porajmos- porrajmos - grande divoramento e anche samudarpien - genocidio ), 200.000 - 250.000 disabili e pentecostali, 80.000 - 200.000 massoni, 5.000 - 15.000 omosessuali, 2.500 - 5.000 testimoni di Geova.

Septuaginta* = La versione greca della Bibbia
Vulgata* = La versione latina della Bibbia
testo masoretico* = La versione ebraica della Bibbia



" ... Allora per la prima volta ci siamo accorti che la nostra lingua manca di parole per esprimere questa offesa, la demolizione di un uomo. In un attimo, con intuizione quasi profetica, la realtà ci si è rivelata: siamo arrivati al fondo. Più giù di così non si può andare: condizione umana più misera non c'è, e non è pensabile. Nulla più è nostro: ci hanno tolto gli abiti, le scarpe, anche i capelli; se parleremo, non ci ascolteranno, e se ci ascoltassero, non ci capirebbero. Ci toglieranno anche il nome: e se vorremo conservarlo, dovremo trovare in noi la forza di farlo, di fare sì che dietro al nome, qualcosa ancora di noi, di noi quali eravamo, rimanga ... "

Se questo è un uomo
Primo Levi

lunedì 14 gennaio 2019

Vari strati di vita


Mamma mia quanto chiacchiera a vanvera la pochezza umana! Ogni tanto potrebbe stare in silenzio a osservare, potrebbe riuscire a vedere vari strati di vita sotto i fiocchi di neve e di ghiaccio ammonticchiati, e potrebbe imparare qualcosa dalla loro disposizione, ma niente non ce la fa, constato che non è nella sua natura e non gli interessa.

giovedì 10 gennaio 2019

Sunshine Blogger Award 2019

" ... Certi amori non finiscono fanno dei giri immensi e poi ritornano 
amori indivisibili, indissolubili, inseparabili ... "

diceva Antonello Venditti nella sua canzone " Amici mai " e come certi amori anche certi premi fanno dei giri immensi e poi ritornano, per esempio il Sunshine Blogger Award, grazie all'amica Mariella del blog Doremifa-sol, libri e caffè, ritorna da me dopo otto anni e 23 giorni nella quasi identica formula di allora.



Il premio è stato ideato per dare visibilità a quei blog che trasmettono positività e tranquillità.

Le regole per chi vuole seguirle sono le seguenti:

1 - Ringraziare chi ti ha nominato fornendo il link al suo sito.
2 - Rispondere alle 11 domande.
3 - Nominare altri 11 blogger che dovranno rispondere alle stesse o ad altre 11 domande.
4 - Informare gli 11 candidati commentando un loro post sui Social/ blog o taggandoli.
5 - Elencare le regole del premio e mostrare il logo del sole.

Posso dire senza che nessuno si senta toccato e senza tono polemico che questa prima regola mi mette a disagio? Non riesco a capirla e tanto meno la comprendo, come può un ringraziamento essere richiesto senza avere come conseguenza la dispersione del suo valore e della sua importanza? Che cosa se ne dovrebbe fare chi riceve un grazie in questi termini così poco spontanei? Magari qualcuno che ha le giuste motivazioni può spiegarmelo.

Mari ti ringrazio di cuore per il gradito pensiero che hai avuto verso di me e lo faccio perché lo sento e non perché me lo chiede una regola. Ti abbraccio!

Ecco le risposte alle 11 domande:

1) Di cosa parla il vostro blog e com'è strutturato?

Il mio blog parla di quello che vi arriva, come un messaggio in bottiglia portato dal mare che può diventare segno e significato per chi lo legge o può semplicemente essere ignorato. La struttura è fluttuante

2) Passione vuol dire?

Vuol dire tuffarsi nel pathos, immergersi nel magma incandescente che si agita nell'anima per far emergere le emozioni e conservarle attraverso il logos. 

3) Che cosa fate per rilassarvi?

Quando lo scopro ve lo dico

4) Qual è stato l'ultimo viaggio che avete fatto per piacere?

Perù

5) Di solito viaggiate soli o in gruppo?

Ho iniziato da piccola con i miei genitori, ho continuato con sorella e amiche in un'evoluzione che ha accolto il gruppo nella condivisione degli stessi interessi  e proseguo oggi senza un solito

6) Qual è il posto che sognate di visitare da sempre?

Quello sognato da sempre l'ho già visitato ed è l' Egitto, comunque mi è capitato di trovare in molti posti la gradevole sorpresa di un sogno inaspettato  mentre in alcuni di quelli definiti dal mito del luogo comune come veri e propri sogni ho trovato solo un soufflé sgonfio.

7) Qual è l'ultimo libro che avete letto?

The Game - Alessandro Baricco

8) Qual è il vostro genere di libri preferito?

Non ho un genere preferito, mi seduce quello che per i miei canoni è la buona scrittura e i dettagli che illuminano le lampadine mentali.

9) Quanto e cosa vi piace condividere delle vostre esperienze sui social?

I social sono per me un prolungamento di Anima Mundi

10) Che rapporto avete con il luogo in cui vivete?

Amo così tanto Roma che riesce a raggiungere i meandri più nascosti della mia anima e si fa pura passione.

11) Cosa vi piacerebbe che venisse valorizzato?

Roma di per sé è un valore senza confini, ha di fatto un patrimonio storico, artistico e culturale che si estende su una superficie di 1 287,36 km², questo significa che potrebbe contenere buona parte delle capitali europee, Parigi, per fare un esempio, ha una superficie di 105,4 km².  Roma è una città che non ha eguali nel mondo e cercare di gestirla applicandole modelli che non le appartengono serve solo a sminuirla, è tanta, è immensa e sfugge  a chi si adagia sulla stupidità.

Credo che chi si fa partecipe di un blog è partecipe anche dei suoi premi e i nomi che non trovate nell'elenco sottostante o sono già stati fatti da altri o sono degli amici che a sensazione metterei a disagio nel chiedergli di portare il Sunshine Blogger Award a casa loro.  Posso sbagliarmi e se mi sbaglio prendete il premio perché è vostro.
Ricordo che sul mio blog non si può fare il copia e incolla per cui copiate e incollate dal blog  di Mariella.

Albert del blog Non solo città
Anna del blog Nina in the Never.wonder.me.land
Chicchina del blog Acquadifuoco
Costantino del blog Mostrelibriluoghi
Elettra del blog Ad Maiora
Elio del blog De qua e de la
Lorenza del blog Me & Loro
Mari del blog ...disegnando
Sari del blog vocedivento
Tomaso del blog Passato e Presente  
Verbena del blog Simple life in Tuscany

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