Immaginate di camminare in un bosco, sotto i nostri piedi affondano le radici invisibili degli alberi, tenaci e intrecciate nel buio della terra; attorno pulsa un crogiuolo di vita, ogni creatura ha il suo posto e a volte capita di incontrarsi o di scontrarsi sullo stesso sentiero. In mezzo a questa trama vivente percepiamo qualcosa di più profondo in cui nulla si muove da solo; tutto è legato da fili antichi che precedono i nostri passi e che, in qualche modo, li sostengono, sono le matrici dell'appartenenza.
Croce delle Domeniche di Quaresima
Da qui nasce l'identità, un porto sicuro che allo stesso tempo è una responsabilità, essere parte di una storia più grande significa scegliere ogni giorno chi vogliamo essere e come vogliamo vivere ed è così che entriamo nella Domenica Terza di Quaresima del rito ambrosiano nella quale Gesù ricorda che non basta dire: "Abbiamo Abramo per padre"; essere figli di Abramo significa fidarsi, camminare, credere alla promessa e fare scelte che rispecchiano quella fiducia.
Questa identità vera e concreta si incrocia con la storia della Samaritana che abbiamo raccontato nella Domenica Seconda del rito ambrosiano e che in quello romano si svela oggi, una donna senza nome che, come abbiamo visto, per evitare gli sguardi e i giudizi altrui, attinge l'acqua a mezzogiorno quando gli altri non ci sono, ha una storia complicata, cinque mariti, relazioni spezzate, una convivenza che non trova un riconoscimento ufficiale; al pozzo, luogo biblico degli incontri che cambiano la vita, luogo dove Dio apre le storie nuove, incontra Gesù che non la evita, come ci si aspetterebbe da un giudeo che si imbatte in chi gli è ostile, non la giudica, non la riduce al suo passato; le chiede da bere, le parla, l'ascolta, le restituisce dignità e piano piano, mentre le rivela la sua verità, la donna scopre che la sua identità non deve essere definita dagli errori, dai giudizi o dalle etichette, ma semplicemente va riconosciuta e amata.
Lei lascia la brocca, ciò per cui era andata al pozzo, l'acqua quotidiana, il bisogno materiale, l'iter di una vita segnata dalla fatica e dalla diffidenza degli altri. Dopo l'incontro con Gesù, quella necessità non è più il centro della sua vita, corre in città e diventa annunciatrice dell'arrivo del Messia; da emarginata diventa voce, da marchiata diventa persona che riscopre la sua identità che rinasce dentro una storia ferita.
«La donna intanto lasciò la sua brocca, andò in città e disse alla gente: "Venite a vedere un uomo che mi ha detto tutto quello che ho fatto…"»
Giovanni 4,28
Grano benedetto per la preparazione dei Germogli Pasquali
Gesù non la sceglie per convenienza, non è un'eroina, non è potente né influente, è una donna del popolo colpita dalla vita e dalla sua stessa gente; neanche i discepoli inizialmente capiscono il perchè di questa confidenza offerta a una donna che appartiene a un popolo avversario dei giudei, ma Gesù è un rivoluzianario, rompe gli schemi culturali e incrina la mentalità del tempo che relega le donne ai margini della parola, della fiducia e non da alla loro testimonianza alcun valore giuridico. A una donna dagli usi e costumi stranieri, segnata dal giudizio sociale, affida uno dei primi annunci della sua presenza, la libera dal giogo in cui è costretta.
Gesù nei momenti cruciali della sua vita sceglie sempre le donne, le accoglie, le ascolta, dialoga con loro e ne rispetta l'identità, quando altri, ieri come oggi, pensano di sottometterle come bestie da soma di proprietà, di dirigerle con il bastone o con la frusta affinchè vadano dove fa più comodo e in questa Giornata Internazionale della Donna lo voglio ricordare.
Dono dell'Associazione di volontariato per il supporto ai malati oncologici
Lieta Giornata Internazionale della Donna e lieta Domenica Terza di Quaresima
Ecco il reel sull'accenzione della candela della Domenica Terza di Quaresima e sulla preparazione dei Germogli Pasquali
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Sciarada sublime descrizione nella terza domenica di avvento che coincide con la festa delle donne dove Gesù innalza la donna e le dimostra tutto il suo amore
RispondiEliminaCorreggo errore per domenica di quaresima e non avvento
EliminaSei, e sei stata, compagna discreta di questo percorso terreno. Grazie per condividere sempre con noi, cultura, sentimenti e discrezione con cosi tanta passione.
RispondiElimina(Ex Rossa...)
Da quando ti ho incontrata io ho cominciato ad esaminare di più la mia identità, mi avevano spinta ad offendere quella dei cristiani poi mi è caduto il prosciutto dagli occhi e sto meglio, non odio più, mi costruisco ogni giorno e da sola vado al fondo delle cose che non capisco. Neopagana Pentita
RispondiEliminaSolo tu potevi racchiudere in una storia tante storie e collegarle per restituirci un ritratto di noi che troppo facilmente scordiamo di appartenere, legati in modo rassicurante a un progetto che può salvarci la vita, non chissà quando e chissà come ma qui ed ora.
RispondiEliminaGrazie cara.
Un esempio importante di come il IV vangelo descriva spazi di rivelazione identitaria attraverso il dialogo. Segugio
RispondiEliminaUn solo sguardo sincero che non giudica basta per ricominciare.
RispondiEliminaI germogli pasquali mi ricordano quando la .maestra c'è li faceva preparare a scuola.
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