Anagallide Maschio
Nomi. Gre. Aναγαλλίς. Lat.Anagallis. Ital. Anagallo, Morso di gallina. Spagn, Muruges. Ted. Gauch beil. Franz. Murgelline, ò Mouron.Spetie. E' di due sorti un maschio, che fa il fior rosso, & l'altra femina col fior azurro.
Forma. E' pianta picciola, che giace per terra, le cui frondi son picciole, & alquanto ritonde, simili all'Helfine procedendo da un gambo quadrangolare, & fanno il seme ritondo con i fiori rossi, e fusto quadrangolare.
Loco Nasce ne gli horti, & in terreni grassi.
Qualità. E' astersivo, & possiede alquanto di colore, & di facoltà attrattiva, e mitiga i dolori.
Virtù Di dentro. Bevuta con vino giova contr'al morso delle vipere, & contra i difetti del fegato, & delle reni. E' salutare contra peste, imperoche pigliata avanti al sonno, coprendosi bene, & sudando tira fuori gli humori pestiferi. Il succo overo l'Acqua stillata bevuta & applicata conferisce à i morsi de i can rabbiosi. Onde i cacciatori usano spesso quest'erba, quando i lor cani son dalle fiere offesi, conferisce à gli hidropici, & caccia fuor le pietre. Di fuori. Mitiga l'infiammationi, & massime delle hemorrhoidi acciaccata tra duo sassi, & applicata, che ne leva il dolore: caccia fuori i veleni, & le saette, spine & altre infisse: & sana l'ulcere serpeggianti, & mordaci: messo negli occhi con mele, ne leva via i fiocchi, & conforta la vista, il succo gargarizzato purga la flemma della testa, & messo nella narice contraria. L'herba impistrata sa venir fuori il budello.
Herbario nuovo
Castore Durante
Gli autori classici distinguevano due forme di anagallide: una maschio, a fiori rossi, che abbiamo conosciuto ne Il barometro del povero come Lysimachia arvensis, e una femmina, caratterizzata dai fiori azzurri, che conosceremo oggi.
Carl Linnaeus nel XVIII secolo riprese questi antichi nomi, mantenendo viva una denominazione già radicata nella tradizione erboristica europea che classificava le piante in base al colore e alla percezione delle loro qualità. Pochi decenni più tardi, Philip Miller pubblicò Anagallis foemina (1768), contribuendo a consolidarne il riconoscimento come entità distinta dall'Anagallis arvensis, sebbene nel tempo il suo rango tassonomico sia stato interpretato in modi differenti da vari autori. Con gli studi di filogenesi molecolare condotti nei primi anni 2000, che mostrarono come Anagallis, Centunculus e Pelletiera fossero evolutivamente incluse all'interno del genere Lysimachia, e per evitare la creazione di un genere artificiale, i botanici Ulf Manns e Arne Anderberg proposero nel 2009 il trasferimento della specie nel genere Lysimachia, da cui l'attuale nome Lysimachia foemina.
Anagallide Femina
Nomi. Gre. Aναγαλλίς θήλεια. Ital. Anagallo femina.
Forma. Non è differente dall'altra, se non che questa ha i fiori cerulei. Et nasce come l'altra.
Qualità & Virtù. Ha la facultà, & virtù medesime dell'altra, eccetto che questa impiastrata ritorna detro il budello, che esce dal sedere: onde si può comprendere, che il maschio ha più facoltà attrattiva della femina.
Herbario nuovo
Castore Durante
Il nome originario, secondo gli autori classici, ἀναγαλλίς/anagallís, come abbiamo già visto, deriverebbe tradizionalmente dal verbo greco ἀναγαλλάω/anagalláō - rallegrare, rendere gioioso, l'epiteto specifico significa invece foemina - femmina.
Il nome Lysimachia da un punto di vista linguistico deriva dal greco antico Λυσιμαχία - Lysimakhía composto da λύσις/lýsis - scioglimento, liberazione, allentamento; e da μάχη/máchē - battaglia, lotta, a indicare colei che scioglie la contesa, che pone fine alla lotta; dal punto di vista botanico la tradizione lega invece il nome a Λυσίμαχος/Lysimachus, uno dei diadochi di Alessandro il Grande che secondo una leggenda avrebbe scoperto o utilizzato una pianta di questo genere per calmare animali ribelli, da cui l'associazione con l'idea di placare e sedare.
Lysimachia foemina (sin. Anagallis foemina), è un'erbacea annuale appartenente alla famiglia delle Primulaceae, diffusa nell'Europa meridionale e centrale, nel bacino del Mediterraneo, nell'Asia occidentale e nel Nord Africa; popolarmente conosciuta come anagallide azzurra, anagallis femmina, centonchio azzurro - centonchio deriva probabilmente dal latino centunculus ovvero piccolo mantello di pezze, termine che in botanica diede origine anche al genere Centunculus; nella tradizione popolare italiana il nome è stato attribuito a diverse piccole erbe campestri, tra cui le anagallidi -; erba de puddas a florixeddus asulus in Sardegna, erva di Gaddini sull'Etna in Sicilia; morsellina in Campania, oeggi d'Madonna a Masone in Liguria; pimpinela azul in spagnolo, morrião-azul in portoghese; blue pimpernel in inglese, blauer gauchheil in tedesco; mouron bleu in francese; raggiunge generalmente i 5-30 cm di altezza; il fusto è più sottile rispetto alla Lysimachia arvensis, quadrangolare, glabro, molto ramificato, prostrato o debolmente ascendente; le foglie sono opposte, sessili, ovate-lanceolate, presentano piccoli punti ghiandolari e generalmente sono più strette rispetto a quelle della Lysimachia arvensis; i fiori solitari a forma di stella sbocciano dalla primavera all'autunno, sono azzurri e al centro virano verso il blu intenso, la corolla è generalmente più piccola rispetto a quella del centonchio rosso; il frutto è una capsula globosa simile a quella di L. arvensis, contenente numerosi semi bruni dalla superficie finemente rugosa; questi si distinguono per le dimensioni più ridotte e costituiscono uno dei caratteri diagnostici più affidabili per distinguere le due specie.
I fiori contengono antociani responsabili della colorazione azzurra, insieme a composti fenolici, flavonoidi, tannini e saponine, sebbene la composizione fitochimica della specie sia stata studiata meno approfonditamente rispetto a quella di Lysimachia arvensis.
Nella medicina popolare veniva impiegata con finalità simili a quelle attribuite alla Lysimachia arvensis come pianta depurativa, cicatrizzante e contro la malinconia e i disturbi nervosi, proprietà che non trovano conferma nella moderna ricerca clinica; come altre specie del gruppo, può inoltre risultare tossica se ingerita in quantità significative.
Nel linguaggio dei fiori l'anagallide rappresenta l'appuntamento, il convegno, un rametto può andare a comporre il mazzetto delle sette o nove erbe di San Giovanni, entrambi i numeri sono sacri.
N.B. Nei miei post i principi attivi delle piante, lì dove è possibile, sono elencati in ordine alfabetico e non in ordine di quantità, senza differenziazione tra metaboliti primari e secondari, perché lo scopo è informativo-storico e non medico.
Per chi è interessato



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