domenica 14 giugno 2026

Il bianco mantello della Stellaria Media

" L'alsine, che alcuni chiamano miosoto, nasce nei boschi sacri: perciò è detta cosi. Spunta a metà dell'inverno, diventa secca a metà dell'estate. Quando spunta, le sue foglie sembrano orecchie di un piccolo topo. Ma spiegheremo poi che è un'altra l'erba detta piu propriamente miosotide. L'alsine coinciderebbe in pratica con l'elxine, se non fosse piu piccola e meno pelosa. Nasce negli orti e soprattutto sui muri. Quando la si trita emana un odore di cetriolo. La si usa per gli ascessi e per le infiammazioni e in tutti i medesimi casi in cui si usa l'elxine, solo che è meno efficace. La si applica in particolare sui flussi di umori e anche sui genitali e sulle piaghe, assieme a farina d'orzo. Il succo si instilla nelle orecchie. "

Storia Naturale Libro XVII
Plinio il Vecchio
Traduzione Paola Cosci

Il nome Aλσίνῃ/Alsine appartiene alla tradizione greco-latina, ha il carattere descrittivo della tradizione antica e viene usato da Plinio il Vecchio e Dioscoride per indicare una piccola erba spontanea degli ambienti umidi e coltivati.
L'etimologia è incerta, spesso è stata collegata al greco ἄλσος/álso̱s - bosco sacro, boschetto, luogo alberato, in riferimento ai luoghi ombrosi e freschi in cui queste piante crescono.

"La Alsine, la quale chiamano alcuni anthillio, & altri miosota, per rassembrarsi le sue frondi alle orecchie de i topi, nasce nelle selve ombrose, & luoghi opachi, dal che è stata chiamata alfine. Sarebbe questa stata la medesima, che l'helfine, se non fusse più picciola, & non havesse frondi minori, & non pelose, pesta respira odore di cocomero. Ha virtù di ristagnare, & d'infrigidire. IImpiastrasi con polenta per le infiammagioni de gli occhi. Il suo succo distillato nell'orecchie, ne cava il dolore, & vale à tutte quelle cose, che l'helfine.
Chiamasi l'Alfine Toscana Centone: della quale se ne veggono però più spetie, ritrovandosi maggiore, & minore, quantunque una sola ne recitasse Dioscoride. Altri la chiamano in Italia Pavarina, altri Pizza gallina, & altri Centovice. Ritrovansi alcuni testi Greci, che hanno questo capitolo nella fine del secondo libro, appresso all'Orecchia di topo. Ma come fu quivi detto à bastanza, è piùsuo proprio luogo questo, che quello. Scrissene Galeno al VI. delle facultà de i semplici, così dicendo. L'alfine, overo Orecchia di topo, ha veramente le facultà medesime dell'helfine, ciò è infrigidative, & humide: imperoche ella è d'una essenza acquea, & frigida. Il perché rinfresca senza costringere: & imperò è ella conveniente alle posteme calde, & alle mediocri erisipele. Chiamano l'Alfine i Grci Aλσίνη: i Tedeschi, Hue ner dorm, & Vogelkraut: i Francesi, Mouronem."

Dioscoride a cura di Pietro Andrea Mattioli

Nel XVI secolo Pietro Andrea Mattioli, nei suoi commentari a Dioscoride, riprende il nome Alsinee lo applica alla flora europea, identificandolo con una piccola erba degli orti conosciuta in diverse regioni con nomi popolari. 
Nel 1753 Carl Linnaeus utilizza lo stesso nome nel sistema binomiale, descrivendo una specie come Alsine media; successivamente il botanico Dominique Villars trasferisce questa specie al genere Stellaria, da cui deriva il nome oggi accettato Stellaria media (L.) Vill.
Stellaria deriva dal latino stella, in riferimento all'aspetto dei fiori, mentre media significa intermedia, di dimensioni medie.
"
Stellaria Media - Centocchio

Appartiene alla famiglia delle Caryophyllaceae, gruppo che comprende numerose piante erbacee caratterizzate da fiori generalmente pentameri e foglie opposte; è un'erbacea annuale o talvolta biennale diffusa in gran parte delle regioni temperate del mondo e oggi considerata pressoché cosmopolita; popolarmente è conosciuta come Alsina, Anagallide, Anagallo, Budello di gallina, Centonculo, Morabio, Morona, Morone, Pannarina, Pizzica gallina in antichità; Arbetta stella per la Romagna; Centocchi, Centone, Gallinella, Grassagaleina, Pavarina e Zeintucc a Bologna, Erba dei galeini e Erba raneina a Reggio Emilia, Erba pavareina a Piacenza, Orecci d' soregh a Parma in Emilia-Romagna; Anagallide, Erba canaina e Sancosto a Genova, Brutture a Bordighera, Canta gaine a Porto Maurizio, Cardelina a Nizza, Erba ciaturuna a Vado e a Zinola, Erba lugarina a Carbuta, Pavejana a Savona, in Liguria; Beccagallina a Barletta, Morscellina a Lecce, in Puglia; Boelli da gialina a Engadina, Centose per la Valtellina, Paarina a Brescia, Pavarascia e Pavarazza a Pavia, Peverascia a Milano, Peverazza e Peverazzia a Como, Pverella e Peverina per il Canton Ticino, in Lombardia; Budellina a Val di Chiana, Cento vice a Pisa, Centocchio, Centonchio*Centone, Centonghio, Centovice, Cintonchio, Erba che fa cantar le galline, Erba gallina, Erba gallinella, Erba paperina Erba piperina, Gallinella, Mordigallina, Morso di gallina, Morso di gallo, Morsugallina, Orecchio di topo a Poggibonsi, Paperina, Pizzagallina a Pisa, Pulcinella, in Toscana; Canalina, Cardlina, Erba viell, Erba cardlina, Erba dij canarin, Erba pavarina, Pavarascia a Novara, Pavarino a Massello, Pavarogna, Pavaronia, Paveronia, Pavresu, Pavrina, Pavrun, Penetauri a Moncalvo, Pevronia, Poriona, Povrogna, Purionna, Puvrogna, Puvroniain Piemonte; Cenducchia, Cenduccia, Galline grasse a Larino, Menduccia a Miglianico, Scendorelli ad Aquila, in Abruzzo; Centui, Centuiss, Centuviell, Cintule, Cintuviell, Ciuntuviell, Lissò a Carnia, in Friuli; Erba de puddas e Puddina a Cagliari, Erba di giaddina, Erba puddina a Muravera, Erba pugionina, a Tortoli, in Sardegna; Erba di gaddini, Mirichiddina zona dell’Etna, Mursiddina minuri, Oricchi di surci, Puddicinara a Ustica, in Sicilia; Erba oselina a Treviso, Zentidel e Zentivel a Belluno, in Veneto; Galinella ad Ancona nelle Marche; Miggiardina a Potenza, in Basilicata; Morviglina a Ischia, Morviglino e Moscellina a Napoli, in Campania; Pavarina a Verona, Pavarino per l’Istria, in Veneto; Vudeju di gurpi, Vudeju di muscu in Calabria.

Centonchio* = deriva probabilmente dal latino centunculus ovvero piccolo mantello di pezze, termine che in botanica diede origine anche al genere Centunculus; nella tradizione popolare italiana il nome è stato attribuito a diverse piccole erbe campestri, tra cui le stellarie.

Stellarla media, With.; Alsine media, Linn. - Questa specie è annuale, più piccola della stellaria graminca; produce un foraggio scarso ma succoso e molto gradito al bestiame."

Le piante pratensi - ossia; Le erbe dei prati e dei pascoli italiani
Antonio De Silvestri - Antonio Cavagna Sangiuliani di Gualdana 

Hierba gallinera in spagnolo, Chickweed in inglese, Vogelmiere in tedesco e Mouron des oiseaux in francese,; raggiunge un'altezza tra i 5 e i 40 cm., il fusto è sottile, verde, tenero e molto ramificato, ha una caratteristica fila di peli che corre lungo un lato del fusto e cambia lato a ogni nodo; le foglie sono piccole, ovali o ovato-ellittiche, lunghe circa 1–3 cm., quelle inferiori hanno un breve picciolo, quelle superiori sono quasi sessili (attaccate direttamente al fusto); i fiori sbocciano quasi tutto l'anno nelle zone a clima mite, hanno cinque petali bianchi profondamente divisi, tanto da sembrare dieci; i frutti sono capsule ovali leggermente più lunghe del calice, a maturazione si aprono in sei valve liberando piccoli semi bruno-rossastri o marrone scuro, tondeggianti-reniformi, mantengono la capacità germinativa per molti anni.

Stellaria Media - Centocchio

Contiene; acidi fenolici; beta-carotene precursore della vitamina A; flavonoidi; mucillagini; sali minerali come calcio, ferro, magnesio, potassio, zinco; saponine triterpeniche; tannini; vitamine del gruppo B in tracce o piccole quantità; vitamina C. 
Ha proprietà antinfiammatorie e antiossidanti evidenziate in studi di laboratorio, depurative, diuretiche, emollienti e lenitive, rinfrescanti.
Nella tradizione popolare europea, veniva usata fresca e schiacciata in impacchi per le irritazioni della pelle, prurito, eczemi lievi, punture di insetti; in infuso leggero per tosse secca o gola irritata, per favorire la regolarità intestinale, l'azione depurativa.
Se ne conosce anche l'uso alimentare: le foglie giovani sono commestibili e, nelle normali quantità alimentari, possono essere aggiunte crude nei frullati, nelle insalate, nel pesto erbaceo mescolato con basilico o altre erbe, nelle frittate, nelle minestre o nelle zuppe aggiunte a fine cottura come gli spinaci e nei ripieni dei ravioli e delle torte salate. Sebbene studi sperimentali abbiano evidenziato attività biologiche attribuibili ai suoi costituenti, molte delle proprietà terapeutiche tradizionalmente riportate non trovano ancora conferma clinica adeguata; generalmente considerata poco tossica, il consumo eccessivo può risultare sconsigliabile a causa del contenuto in saponine.

Stellaria Media - Centocchio

Nel linguaggio dei fiori tradizionale la Stellaria media non possiede un significato universalmente codificato; interpretazioni simboliche moderne la associano talvolta alla semplicità, alla resilienza e alla capacità di adattamento, qualità che richiamano la sua diffusione spontanea e la sua notevole capacità di crescita; un rametto può andare a comporre il mazzetto delle sette o nove erbe di San Giovanni, entrambi i numeri sono sacri.

N.B. Nei miei post i principi attivi delle piante, lì dove è possibile, sono elencati in ordine alfabetico e non in ordine di quantità, senza differenziazione tra metaboliti primari e secondari, perché lo scopo è informativo-storico e non medico.

Per chi è interessato
Brucia con le coccole il legno di ginepro

4 commenti:

  1. La incontro sempre nei boschi. Segugio

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  2. Orecchie di topo 🤣, mi ricordano quelle di Jerry. Segugio

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  3. Molti la strappano perché è infestante e non immaginano la storia che ha. Segugia

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  4. Ammazzete oh! Ha più nomi di un nobile. Segugio

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