domenica 1 dicembre 2013

Il Calendario dell'Avvento

Cominciava a scendere la sera. Nelle strade brulicanti di gente risplendevano le luci natalizie e tra i lampioni danzavano grossi fiocchi di neve. In mezzo a tutte quelle persone indaffarate, camminavano Joakim e il papà. Erano venuti in città per comprare un Calendario dell’Avvento, cioè un calendario di Natale: appena in tempo visto che l’indomani sarebbe stato il primo dicembre ...
... Joakim scrutò i due calendari, indeciso.
- "Quando io ero bambino, non erano fatti così"  continuò il papà
Joakim lo guardò. - "Com'erano allora?"
- "C'era soltanto un piccolo disegno dietro le finestrelle, uno per giorno. Ma noi ci svegliavamo ogni mattina con la stessa curiosità e giocavamo ad indovinare quale figura avremmo scoperto. E poi aprivamo la finestrella ...sì, la aprivamo, capisci. Era come aprire la porta di un altro mondo." ...

Il viaggio di Elisabet 
Jostein Gaarder 


In un quadro del 15° secolo per la prima volta un pittore raffigurò,  accanto alla Vergine Maria e a Giuseppe, un albero spoglio su cui erano appese 24 A d' oro che simboleggiavano l'Ave Maria da recitare una al giorno in attesa dell'avvento del Natale. L'idea fu talmente gradita che il pubblico la raccolse per portarla in casa propria connotandola con la propria creatività; incominciò così la tradizione del Calendario dell'Avvento:
alle pareti venivano affissi 24 disegni o 24 immagini sacre, 
sulle porte si tracciavano 24 segni da cancellare con lo scorrere dei giorni,
le candele venivano segnate giornalmente fino ad accumulare 24 tacche
e per 24 sere si aggiungeva uno stelo di paglia al presepe in modo che la Notte Santa Gesù Bambino potesse trovare  un caldo giaciglio ad accoglierlo.
Tra il 1903 e il 1908 Gerhard Lang, per rendere omaggio alla propria madre che disegnava personalmente per ogni figlio un Calendario dell'Avvento coloratissimo, lo fa stampare con le ormai classiche finestrelle in carta pesta che racchiudono  un oggetto da scoprire; un successo che supera ogni previsione tanto che nel 1914 con i suoi paesaggi innevati che ripropongono un ambiente natalizio e custodiscono racconti, citazioni e versetti biblici il Calendario dell'Avvento diventa un oggetto da collezione, con gli anni '20 e '30 si arricchisce sempre di più ed i bambini aprendo le finestrelle scoprono giocattoli, biscotti e cioccolatini. La sua commercializzazione fu interrotta durante la Seconda Guerra Mondiale, per essere ripresa subito dopo.


Buon Avvento a tutti

Il Calendario con cui giorno per giorno si va incontro con partecipazione alla Natività fa parte di una serie di tradizioni dell'Avvento, chi di voi è interessato a conoscere il simbolismo della Corona o Ghirlanda dell'Avvento e i rituali delle funzioni religiose di questo periodo clicchi su Adventus

lunedì 25 novembre 2013

" Raggio di Sole sorge ... "


Raggio di Sole
sorge e l'aurora or'
sorride gaia

© Sciarada

L'infinito non può racchiudere il bene che i nostri cuori sentono per te!

...arance colme di miele
nate dal ventre di Amore
al seno di Raggio di Sole...


© Sergio Celle

P.S. Grazie a Sergio  per l'epigramma dedicato

domenica 17 novembre 2013

Aborrimento

Aborrimento - Abate Cesare Orlandi

Aborrimento - Abate Cesare Orlandi

La postura dell'Aborrimento, mostra tutto il disagio per aver visto ciò che non voleva vedere: volta la testa nella direzione opposta a ciò che lo ripugna, segna il suo volto con una mimica di fastidio e alienazione: 

" ... vultu ac fronte, quae est animi ianua; quae si significat voluntatem abditam esse ac retrusam, parvi refert patere ostium..." 
" ... quelle del tuo volto e della tua immagine, che sono le porte dell'anima; se queste indicano che la tua disponibilità è tenuta in disparte e nascosta, non servirà a nulla spalancare l'uscio di casa ... " 

Commentariolum Petitionis - Libro unico 
Quinto Tullio Cicerone 

" ... omnis enim motus animi suum quendam a natura habet vultum et sonum et gestum ..." 
" .... Ogni passione ha dalla natura un suo volto, una sua voce e un suo gesto ... " 

L'oratore 
Marco Tullio Cicerone 

aggrotta le sopracciglia per l'orrore che l'anima prova davanti a ciò che non considera buono: 

" ... Animi imago vultus est, judices oculi. Nam hec est una pars corporis, que quot animi motus funt ..." 
Il volto è l'espressione dell'anima , (è) gli occhi dei giudici. In realtà, questa è una parte del corpo, che è il movimento della mente... " 

sfugge l'atrocità che gli si presenta alla vista sputando: 

" ... Lo sputare è un gesto di abominazione ... e di volere con dispiacere alcuna cosa da noi scacciare, e perciò quando intendiamo, o vediamo alcuna cosa vergognosa, e sporca sputiamo, mostrando con questo gesto di ributtarla da noi, come gittamio via quell'escremento ... " 

Cesare Ripa 
citando dell'Arte de' cenni 
di Giovanni Bonifaccio 

e rifugge la sozzura riparando se stesso e la candida veste che indossa alzando le braccia a protezione.
L'Aborrimento è accompagnato da un ermellino che è l'effige della sua essenza perché ama il candore che lo riveste e detesta il lerciume tanto che preferisce morire piuttosto che insozzarsi nel fango:


" Vago Armellin, che di tua bianca spoglia 
Fai pompa altera a questi colli intorno 
E tal pregi il Candor, che ti fa adorno, 
Che temi ogn'aura il macchi, ogni ombra il toglia,

Ah qual folle desìo, qual strana voglia 
Ti trae fuor dall'usato ai rai del giorno? 
Non sai che far qui dee presto ritorno 
Clori* dolce cagion, d'ogni mia doglia?

Fuggi, deh fuggi, che se resti alquanto, 
Sola fra tante Ninfe ir la vedrai, 
Come candida il cor, candida il manto;

Onde al gran paragon ti crederai 
Tinto del fango, che sì aborri, e intanto 
Misero! D'onta, e di dolor morrai." 

Sonetto
Leonido Maria Spada 


Clori* = o Cloride, dea dei fiori terza sposa di Zefiro e madre di Carpo 

Sciarada Sciaranti

giovedì 31 ottobre 2013

Le voci delle colline

Nebbia nel bosco

"Aillén Mac Midgna - l'incendario", appartenente ai "Túatha Dé Danann - Tribù di Dana - popolo preistorico di stirpe divina", l'essere dall'alito di fuoco che proveniva da "Mag Mell - la pianura della gioia - la terra dei colori" adagiata ad occidente sul fondo del mare, raggiungibile solo da chi muore e da chi vive nella gloria, ogni anno al sorgere di "Antares" quando la luce si apprestava a cedere il suo dominio all'oscurità ed iniziavano le celebrazioni di "Samhain", suonando una melodia divina, faceva cadere in un sonno profondo il villaggio sulla "Collina Reale di Tara " per poi dargli fuoco.
Dopo 23 anni giunge "Fionn Mac Cumhaill - il cacciatore guerriero", frutto dell'amore contrastato tra "Cumhaill capo dei Fianna" e "Muirne figlia di Tadg Mac Nuadat druido del villaggio sulla collina di Almu nella Contea di Kildare". Fionn che nella foresta di "Sliabh Bladma" impara tutte le tecniche di caccia e di guerra da "Bodhmall" e dalla "donna guerriera Liath Luachra" e che grazie al "maestro folletto e poeta Finnegas" che gli chiede di cucinare "il Salmone della Saggezza*" catturato in uno stagno formatosi dal "fiume Boyne" dopo ben 7 anni di caccia, si scotta un pollice che porta istintivamente alla bocca inghiottendo un brandello della pelle del salmone ed acquisisce così la capacità di ricorrere alla saggezza ogni qual volta si suggerà il dito, decide di affrontare Aillén, si munisce della borsa di pelle di gru avuta in eredità dal padre Cumhaill che contiene le armi magiche, si punge con la lancia per non cedere al sonno melodico provocato dal suo nemico e lo uccide diventando l'eroe e il capo dei Fianna prendendo il posto ceduto da "Goll Mac Morna" che un tempo lontano quando ancora lui non era venuto alla luce, aveva ucciso il padre Cumhaill che per aver rapito la sua amata Muirne, era stato dichiarato fuorilegge dal "re supremo Conn delle Cento Battaglie".

Il Salmone della Saggezza* = è l'incarnazione di Tuan MacCarill re pagano signore dell'Ulster che dichiara: "Nei tempi remoti ero conosciuto come Tuan mac Starn Mac Sera, fratello di Partholon, venuto in Irlanda dopo il Diluvio."

Fionn Mac Cumhaill

A Fionn la tradizione attribuisce un antico componimento lirico risalente al VIII - IX secolo d. C. recitato nei rituali profetici di Samhain e ritrovato in una nota del X secolo d. C. "all'Eulogia di Columcille - poema irlandese della fine del VI secolo". Il verso "dordaid dam - il cervo bramisce", probabilmente è la causa di quest'attribuzione, Fionn che era un cacciatore di cervi, nel bosco aveva incontrato "Sadbh", colei che sarebbe diventata sua sposa; con un incantesimo "il druido Fear Doirich - Uomo Scuro", l'aveva trasformata in cerva ma lei si era ritrasformata momentaneamente in donna per concepire insieme a Fionn il loro figlio "Oisín" che avrebbe narrato "il Ciclo finiano" da cui è liberamente tratto questo post

"È con me una storia per voi:
il cervo bramisce,
neve in inverno
l'estate è finita.

Il vento è gelato,
basso sta il sole,
breve il suo corso;
il mare in tempesta.

Si arrossa la felce,
perdute le forme;
l'oca selvatica
riprende il suo grido.

Il gelo ha stretto
le ali degli uccelli,
regno di ghiaccio.
Questa è la mia storia."

Oche selvatiche

"Scél* lem dúib:
dordaid dam;
snigid gaim:
ro fáith sam:

Gáeth ard úar;
ísel grían;
gair a rrith;
ruirthech rían;

Rorúad rath;
ro cleth cruth;
ro gab gnáth
giugrann guth.

Ro gab úacht
etti én;
aigre ré;
é mo scél."

L'annuncio dell'inverno
attribuita a Fionn Mac Cumhail
Commentario all'Eulogia di Columcille

Scél* = Il termine che significa annuncio, messaggio, storia o racconto apre e chiude questo componimento poetico seguendo una tecnica che si chiama "dúnad" che nella divulgazione orale serviva a dare un senso di completezza al testo e negava la possibilità di manipolarlo con l'aggiunta di versi estranei.


All'antica Collina di Tara fa da contraltare quella di "Spoon River" ricordata in una raccolta di poesie in forma di epitaffio che raccontano la vita dei personaggi di un villaggio immaginario in cui "Edgar Lee Masters", che fu ispirato "dall'Antologia Palatina", "dall' Elegia scritta in un cimitero di campagna di Thomas Gray", e dal realismo psicologico delle teorie di "Sigmund Freud", riversa le vicende reali degli abitanti di "Lewiston e Petersburg della Contea di Menard nell'Illinois che si trovano a circa cinque miglia dal fiume Spoon" e a queste aggiunge anche quelle conosciute attraverso la sua esperienza di avvocato a Chicago. Le poesie inizialmente nel 1914 furono pubblicate singolarmente sul "Mirror di St. Louis", nell'aprile del 1915 furono inserite in un'antologia poi composta definitivamente nel 1916 da: "La Collina, 244 epitaffi e 19 storie di ben 248 personaggi" che abbracciano una vastissima quantità di temi di grande rilevanza sociale. In un suo saggio del 1931 Cesare Pavese che ha il merito di aver portato questo libro in Italia, scrive:

"Un libro che comincia con un’elegia sul cimitero e va avanti con mariti scon­tenti, mogli adultere, scapoli scontrosi e bambini nati morti, e dove pressoché tutti si lamentano di aver mancata la vita, potreb­be anche parere, a sfogliarlo, una rassegna di casi clinici. La dif­ferenza sta soltanto nell’occhio del poeta che guarda i suoi morti, non con compiacenza malsana, o polemica,
... ma con una consapevolezza austera e fraterna del dolore di tutti, della vanità di tutti, e a tutti fa pronunciare la confessione, a tutti strappa una risposta definitiva, non per cavar­ne un documento scientifico o sociale, ma soltanto per sete di ve­rità umana. Che la vita sia un cimitero di ambizioni fallite, di real­tà sofferte, di 'ali tarpate', non c’è bisogno della psicanalisi per scoprirlo
... per inibito che possa parere qualche personaggio dell’An­thology, soffocato cioè da un certo ambiente, tale non è affatto il libro nel suo spirito, che contempla invece e accompagna, valendo­si del suo potente oggettivismo, le innumerevoli sconfitte, gli sfor­zi, le battaglie, e le rare vittorie, della vita contro la morte, dello spirito contro il caos, di cui è campo questo villaggetto provinciale che è la terra. Ma non ci sono simboli, beninteso. Tutto è vigorosamente vivo, materiato, attuale, in una parola, tutto è poesia"

Spoon River è un'antologia che fa incontrare la vita e la morte con una prospettiva per certi versi ironica in cui si ritrova la libertà di raccontare i propri desideri, le proprie debolezze e le proprie frustrazioni, i propri peccati, la propria solitudine e il proprio essere, in una confessione senza più convenzioni e sovrastrutture da cui l'Anima si è ormai distaccata, ma che però ripercorre l'ansia del vissuto e La Collina ci presenta una visione d'insieme dei personaggi dell'Antologia che continuano la vita nella morte con i loro quesiti irrisolti, i loro affanni, i loro controsensi, i loro conflitti, le loro alienazioni e con i loro destini che si sono incrociati e rimangono intrecciati in un confronto dialettico che ci offre anche sfaccettature diverse della stessa storia.

"Dove sono Elmer, Herman, Bert, Tom e Charley,
l'abulico, l'atletico, il buffone, l'ubriacone, il rissoso?
Tutti, tutti, dormono sulla collina.
Uno trapassò in una febbre,
uno fu arso in miniera,
uno fu ucciso in rissa,
uno morì in prigione,
uno cadde da un ponte lavorando per i suoi cari -
tutti, tutti dormono, dormono, dormono sulla collina.
Dove sono Ella, Kate, Mag, Edith e Lizzie,
la tenera, la semplice, la vociona, l'orgogliosa, la felicie?
Tutte, tutte, dormono sulla collina.
Una morì di un parto illecito,
una di amore contrastato,
una sotto le mani di un bruto in un bordello,
una di orgoglio spezzato, mentre anelava al suo ideale,
una inseguendo la vita, lontano, in Londra e Parigi,
ma fu riportata nel piccolo spazio con Ella, con Kate, con Mag -
tutte, tutte dormono, dormono, dormono sulla collina.
Dove sono zio Isaac e la zia Emily,
e il vecchio Towny Kincaid e Sevigne Houghton,
e il maggiore Walker che aveva conosciuto
uomini venerabili della Rivoluzione? *
Tutti, tutti, dormono sulla collina.
Li riportarono, figlioli morti, dalla guerra,
e figlie infrante dalla vita,
e i loro bimbi orfani, piangenti -
tutti, tutti dormono, dormono, dormono sulla collina.
Dov'è quel vecchio suonatore Jones
che giocò con la vita per tutti i novant'anni,
fronteggiando il nevischio a petto nudo,
bevendo, facendo chiasso, non pensando né a moglie né a parenti,
né al denaro, né all'amore, né al cielo?
Eccolo! Ciancia delle fritture di tanti anni fa,
delle corse di tanti anni fa nel Boschetto di Clary,
di ciò che Abe Lincoln
disse una volta a Springfield."

La Collina
Antologia di Spoon River
Edgar Lee Masters
Traduzione di Fernanda Pivano*


Rivoluzione* = Riferimento alla guerra di indipendenza dall'Inghilterra del 1776, che con George Washington condusse alla costituzione degli Stati Uniti.
Fernanda Pivano* = "Ero una ragazza quando ho letto per la prima volta Spoon River: me l'aveva portata Cesare Pavese, una mattina che gli avevo chiesto che differenza c'è tra la letteratura americana e quella inglese "
Questa grandissima scrittrice, giornalista e traduttrice pagò con il carcere la traduzione delle poesie dell'Antologia di Spoon River a cui lo stesso Cesare Pavese aveva collaborato, perché durante il ventennio fascista come lei stessa dichiara in un'intervista alla Storia siamo noi del 25 febbraio 2008: "Era super proibito quel libro in Italia. Parlava della pace, contro la guerra, contro il capitalismo, contro in generale tutta la carica del convenzionalismo. Era tutto quello che il governo non ci permetteva di pensare ... e mi hanno messo in prigione e sono molto contenta di averlo fatto".

La collina di Spoon River

The Hill
 
"Where are Elmer, Herman, Bert, Tom and Charley,
The weak of will, the strong of arm, the clown, the boozer, the fighter?
All, all are sleeping on the hill.
One passed in a fewer,
One was burned in a mine,
One died in a jail,
One fell from a bridge toiling for children and wife -
All, all are sleeping, sleeping, sleeping on the hill.
Where are Ella, Kate, Mag, Lizzie and Edith,
The tender heart, the simple soul, the loud, the proud, the happy one?
All, all are sleeping on the hill.
One died in shameful child-birth,
One of a thwarted love,
One at the hands of a brute in a brothel,
One of a broken pride, in the search for heart's desire,
One after life in a far-away London and Paris
Was brought to her little space by Ella and Kate and Mag -
All, all are sleeping, sleeping, sleeping on the hill.
Where are Uncles Isaac and Aunt Emily,
And old Towny Kincaid and Sevigne Houghton,
And Major Walked who had talked
With venerable men of the revolution? -
All, all are sleeping on the hill.
They brought them dead sons from the war,
And daughters whom life had crushed,
And their children fatherless, crying -
All, all are sleeping, sleeping, sleeping on the hill.
Where is Old Fiddler Jones
Who played with life all his ninety years,
Braving the sleet with bared breast,
Drinking rioting, thinking neither of wife nor kin,
Nor gold, nor love, nor heaven?
Lo! he babbles of the fish-frys of long ago,
Of the horse races of long ago at Clary's Grove,
Of what Abe Lincoln said
One time at Springfield."

Nel 1971 il geniale Fabrizio De Andrè estrapola 9 epitaffi dall'Antologia di Spoon River per trasformarli in 9 brani musicali contenuti nell' l'album "No al al denaro, no all'amore e né al cielo":
Dormono sulla collina -The Hill
Un matto - Frank Drummer
Un giudice - Selah Lively
Un blasfemo - Wendell P. Bloyd
Un malato di cuore - Francis Turner
Un medico - Dr. Siegfred Iseman
Un chimico - Trainor the Druggist
Un ottico - Dippold the optician
Il suonatore Jones - Fiddler Jones
Come è facile notare Il suonatore Jones è l'unico nella trasposizione musicale che non perde il suo nome, lui è l'unico che lascia il vissuto senza rimpianti.

"La terra ti suscita
vibrazioni nel cuore: sei tu.
E se la gente sa che sai suonare,
suonare ti tocca, per tutta la vita.
Che cosa vedi, una messe di trifoglio?
O un largo prato tra te e il fiume?
Nella meliga* è il vento; ti freghi le mani
perché i buoi saran pronti al mercato;
o ti accade di udire un fruscio di gonnelle
come al Boschetto quando ballano le ragazze.
Per Cooney Potter una pila di polvere
o un vortice di foglie volevan dire siccità;
a me pareva fosse Sammy Testa-rossa
quando fa il passo sul motivo di Toor-a-Loor.
Come potevo coltivare le mie terre,
- non parliamo di ingrandirle -
con la ridda di corni, fagotti e ottavini
che cornacchie e pettirossi mi muovevano in testa,
e il cigolio di un molino a vento - solo questo?
Mai una volta diedi mani all'aratro,
che qualcuno non si fermasse nella strada
e mi chiedesse per un ballo o una merenda.
Finii con le stesse terre,
finii con un violino spaccato -
e un ridere rauco e ricordi,
e nemmeno un rimpianto."

Meliga* = Pannocchia
 
Il violinista Jones
Antologia di Spoon River
Edgar Lee Masters
Traduzione di Fernanda Pivano

Fiddler Jones

"The earth keeps some vibration going
There in your heart, and that is you.
And if the people find you can fiddle,
Why, fiddle you must, for all your life.
What do you see, a harvest of clover?
Or a meadow to walk through to the river?
The wind's in the corn; you rub your hands
For beeves hereafter ready for market;
Or else you hear the rustle of skirts
Like the girls when dancing at Little Grove.
To Cooney Potter a pillar of dust
Or whirling leaves meant ruinous drouth;
They looked to me like Red-Head Sammy
Stepping it off, to "Toor-a-Loor."
How could I till my forty acres
Not to speak of getting more,
With a medley of horns, bassoons and piccolos
Stirred in my brain by crows and robins
And the creak of a wind-mill--only these?
And I never started to plow in my life
That some one did not stop in the road
And take me away to a dance or picnic.
I ended up with forty acres;
I ended up with a broken fiddle--
And a broken laugh, and a thousand memories,
And not a single regret."


Buon Samhain a chi lo festeggia
Buon Halloween
Buon Ognissanti e Commemorazione dei defunti a tutti voi

 Per ulteriori informazioni:

mercoledì 23 ottobre 2013

La sfida per la vita

Coco Mero, Pepe Roncino, Pomo D'oro, e Prez Zemolo sono neonati che ingannati dalle anomale temperature di ottobre sono venuti alla luce nel momento sbagliato.
Proverò a tenerli al caldo per permettergli di diventare più grandi e forti; forse supereranno l'autunno ma l'inverno sarà duro da affrontare, una vera lotta per la sopravvivenza.
Mi auguro nei prossimi mesi di potervi mostrare i loro progressi in questa sfida per la vita che mi vedrà loro complice e alleata.

Germoglio di cocomero

Coco

Germoglio di peperoncino

Pepe

Germoglio di pomodoro

Pomo

Germoglio di prezzemolo

Prez

lunedì 16 settembre 2013

lunedì 2 settembre 2013

Canto della spiga di grano

Spighe di grano

Spighe di grano

A un angolo
del mio campo di grano
c'è una spiga che canta,
scossa dal vento del mattino.
Le sue radici affondate nella terra,
il suo stelo,
i suoi chicchi ancora teneri,
le foglie,
tutto in lei canta.
Si uniscono al suo canto
la Dea della Rugiada,
la Bellezza,
e la Felicità

Canto Navajo

martedì 20 agosto 2013

"Ti auguro, foglia del mio albero, pace, amore, fortuna e prosperità."


Il tuo destino ed il mio si sono un giorno incrociati e molte lune hanno visto sorgere e tramontare; 
oscilliamo  e ci flettiamo con il vento, ma due foglie permanenti siamo, l'una dell'albero dell'altra.  

"Esistono persone nelle nostre vite che ci rendono felici per il semplice caso di avere incrociato il nostro cammino.
Alcuni percorrono il cammino al nostro fianco, vedendo molte lune passare, gli altri li vediamo appena tra un passo e l'altro.
Tutti li chiamiamo amici e ce ne sono di molti tipi.
Talvolta ciascuna foglia di un albero rappresenta uno dei nostri amici.
Il primo che nasce è il nostro amico Papà e la nostra amica Mamma, che ci mostrano cosa è la vita.
Dopo vengono gli amici Fratelli, con i quali dividiamo il nostro spazio affinché possano fiorire come noi.
Conosciamo tutta la famiglia delle foglie che rispettiamo e a cui auguriamo ogni bene.
Ma il destino ci presenta ad altri amici che non sapevamo avrebbero incrociato il nostro cammino. 
Molti di loro li chiamiamo amici dell'anima, del cuore.
Sono sinceri, sono veri. Sanno quando non stiamo bene, sanno cosa ci fa felici.
E alle volte uno di questi amici dell'anima si infila nel nostro cuore e allora lo chiamiamo innamorato.
Egli da luce ai nostri occhi, musica alle nostre labbra, salti ai nostri piedi.
Ma ci sono anche quegli amici di passaggio, talvolta una vacanza o un giorno o un'ora. Essi collocano un sorriso nel nostro viso per tutto il tempo che stiamo con loro.
Non possiamo dimenticare gli amici distanti, quelli che stanno nelle punte dei rami e che quando il vento soffia appaiono sempre tra una foglia e l'altra.
Il tempo passa, l'estate se ne va, l'autunno si avvicina e perdiamo alcune delle nostre foglie, alcune nascono l'estate dopo, e altre permangono per molte stagioni.
Ma quello che ci lascia felici è che le foglie che sono cadute continuano a vivere con noi, alimentando le nostre radici con allegria.
Sono ricordi di momenti meravigliosi di quando incrociarono il nostro cammino.
Ti auguro, foglia del mio albero, pace, amore, fortuna e prosperità.
Oggi e sempre... semplicemente perché ogni persona che passa nella nostra vita è unica.
Sempre lascia un poco di se e prende un poco di noi.
Ci saranno quelli che prendono molto, ma non ci sarà chi non lascia niente.
Questa è la maggior responsabilità della nostra vita e la prova evidente che due anime non si incontrano per caso."
L'albero degli amici
Paul Montes
Missionario sud-americano

venerdì 2 agosto 2013

"Come un girasole io ti seguirò"


...fra aria terra e mare
e un Raggio di Sole
un bacio e un nome...

Sergio Celle


"... e mille volte ancora io te lo direi
che non c'è nessun' altra al mondo che vorrei
e come un girasole io ti seguirò - Mamma -
e mille volte ancora mi innamorerò..." 

Girasole
di Giorgia

Un bacio da me e Sorellina 
Raggio di Sole

venerdì 26 luglio 2013

Anansi

Ragno

... Le storie sono come ragni, con lunghe zampe, e sono come le ragnatele in cui l'uomo finisce aggrovigliato, ma ... se le guardi sotto una foglia, nella rugiada del mattino, sembrano tanto belle con quel modo elegante di collegarsi una all'altra, strette strette..."

I ragazzi di Anansi
Neil Gaiman
Scrittore, fumettista
Traduzione Katia Bagnoli

Per la mitologia africana e il folklore degli Ashanti, Anansi è il dio Ragno metà uomo; un eroe ancestrale ma anche un ingannatore che può trasformarsi in tutto ciò che vuole, è il creatore del sole, della luna, delle stelle, del giorno, della notte e anche del primo uomo a cui Nyame, dio del cielo e principio dell'universo, dona il primo ed essenziale soffio vitale.
Anansi è figlio di Nyame e Asase Ya, dea della terra, della fertilità, genitrice di tutti gli dei ed è lo sposo di Aso chiamata la strega di Anansi.
Il dio Ragno porta la pioggia per spegnere gli incendi boschivi, determina i confini degli oceani e dei fiumi durante le piene, elargisce la sua saggezza all'umanità ed insegna come seminare il grano e come usare la pala sui campi.
La leggenda narra che Anansi si rivolge al padre per diventare re di tutte le storie e di tutto ciò che desidera, Nyame gli spiega che deve catturare:
il Giaguaro con i denti come pugnali,
la Vespa che punge come il fuoco,
la Fata che nessun uomo ha mai visto
ed Anansi per perseguire il suo scopo mette in atto i suoi inganni:
attraverso un gioco riesce a legare il Giaguaro con i denti come pugnali che vuole sfamarsi trangugiandolo,
si manifesta alla Vespa che punge come il fuoco sotto le mentite spoglie di gocce di pioggia e la fa nascondere in una calabash* così da poterla imprigionare
ed infine intrappola la Fata che nessun uomo ha mai visto con lo stratagemma del bambino di pece, una pupazzo interamente ricoperto di pece che si attacca sempre di più a chi tenta di divincolarsi dalla sua presa.
Il mito del bambino di pece, che tra le sue vittime annovera lo stesso Anansi che ha tentato di rubare del cibo e che insieme all'epopea di questo dio Ragno si diffonde e è conosciuto inizialmente in tutta l'Africa e successivamente in tutti quei luoghi dove vengono deportati gli schiavi, in America prende il nome di Brer Rabbit e nel 1946 è inserito nel film Song of the South - I racconti dello zio Tom, prodotto dalla Walt Disney.

calabash* = Cucurbita lagenaria, zucca del pellegrino usata come alimento vegetale quando è ancora tenera e come contenitore o ornamento quando è secca



" ... Anansi era un Ragno quando il mondo era giovane, e le storie venivano raccontate per la prima volta. Era uno che si metteva nei guai e poi se ne tirava fuori. La storia del pupazzo di pece, quella di Brer Rabbit? Quella in origine era la storia di Anansi. Secondo qualcuno era un coniglio. Ma si sbagliano. Non era un coniglio. Era un Ragno ... " 

I ragazzi di Anansi
Neil Gaiman
Scrittore, fumettista
Traduzione Katia Bagnoli

Nelle Antille olandesi e nei Caraibi, Anansi e la sua sposa sono conosciuti come Nanzi e Shi Maria.

P.S. In attesa di poter essere più presente vi avvolgo tutti in un immenso abbraccio!

Per ulteriori informazioni:

domenica 9 giugno 2013

" Ritorna con il tuo scudo o su di esso... "

Il capitano Giuseppe La Rosa del terzo reggimento bersaglieri della Brigata d'Aosta alle ore 7.00 dell'8 giugno 2013 ha perso la vita a Farah, zona meridionale del settore ovest dell'Afghanistan, il militare ha usato il suo corpo  come scudo per proteggere i compagni da una bomba a mano lanciata dentro il VTLM Lince  del Military Advisor Team della Transition Support Unit South -TSUS


Giuseppe La Rosa
Barcellona Pozzo di Gotto - Messina - Sicilia - 1982
Farah - Afghanistan - 2013
Capitano 3° reggimento bersaglieri della Brigata d'Aosta

giovedì 30 maggio 2013

Amplesso d'amore

Bellis perennis senza petali

"Io canto te giorno che nasci
ed esalti una terra che si dona
amante
al primo amplesso..."

Io canto te
Pietro Nigro

mercoledì 22 maggio 2013

Il volo del Gabbiano


"Puoi arrivare da qualsiasi parte, nello spazio e nel tempo, dovunque tu desideri."
Il gabbiano Jonathan Livingston 
Richard Bach 

Si può arrivare da qualsiasi parte sulle ali di un gabbiano che si chiama Sergio Celle, un gabbiano che  fa vibrare il mondo delle emozioni attraverso le sue poesie, lui è il Poeta dell'Anima a cui voglio dedicare questo pensiero anche perché immagino che lui non sia neanche consapevole che oggi è il primo compleanno del suo blog Jonathan Livingston


Al cuore 

s’impoverisce il mondo 
quando un cuore nobile e generoso 
è incompreso 
quando costretto nella solitudine 
si contrae in silenzio 
quando colmo d’amore 
naufraga nell’oblio 
quando i doni suoi 
si perdono come foglie al vento 
quando la sua ineffabile bellezza 
cade negletta 
e quando il suo ampio respiro 
ansima nell’indifferenza 
s’impoverisce il mondo

Sergio Celle

Tantissimi auguri Sergio 

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