mercoledì 26 gennaio 2011

Attracchi




Bubba: "Sei stato su una vera barca per gamberi?"
Forrest Gump: "No, ma sono stato su una per uomini."
 
Tratto dal film Forrest Gump 

martedì 25 gennaio 2011

Geochelone radiata Shaw 1802

" Geochelone radiata Shaw 1802 " è la nomenclatura binomiale ( il nome scientifico universalmente riconosciuto di una specie, composto dal nome di genere della specie e da un nome specifico che caratterizza la specie distinguendola dalle altre appartenenti allo stesso genere, l'iniziale del nome di genere si scrive in maiuscolo, il nome specifico in minuscolo ed entrambi in corsivo), che indica la " Testuggine raggiata " così chiamata per la colorazione del suo carapace su cui sembrano disegnati dei raggi. 
Viene chiamata anche: " Testudo radiata Shaw 1802 " e " Astrochelys radiata Shaw 1802 " 

Dal Madagascar sua terra d'origine è stata portata dall'uomo anche sulle isole Mauritius e Réunion.
E' terricola con abitudini diurne, fitofora e frugivora, si nutre al 90% di erbe a cui aggiunge frutta e piante succulente. 
Il maschio adulto può arrivare a 40 centimetri di lunghezza e a pesare 20 kg, la femmina adulta può arrivare a 30 centimetri di lunghezza e a pesare 15 kg, raggiungono la maturità sessuale quando il carapace del maschio arriva ai 30 centimetri di lunghezza e quello della femmina ai 33 centimetri e si riproducono dopo il periodo delle piogge, la femmina in una buca profonda 30 centimetri depone dalle 3 alle 12 uova che si dischiudono dopo un incubazione che varia dai 145 ai 230 giorni e nel corso di un anno può deporre uova anche per sei volte. L'aspettativa di vita media della specie si aggira intorno ai 100 anni.




Sembra che James Cook portò in dono nel 1773 alla regina del Tonga un esemplare di questa specie chiamato Tui Malla " che visse fino al 1965 e che è attualmente conservato al museo di Auckland in Nuova Zelanda.


© Sciarada Sciaranti

lunedì 24 gennaio 2011

Serpentina moschinata

" Serpentina moschinata " o marmo verde ranocchia - lapis batrachites, le cui cave si trovano a Uadi Atallah nel deserto orientale in Egitto, è il marmo in cui è stato scolpito " il cane " custodito a palazzo dei Conservatori - musei Capitolini.

Il cane - Dettaglio frontale della testa

Il cane - Dettaglio di profilo della testa

Il cane - Dettaglio della zampa sinistra

Il cane - Dettaglio della zampa destra

Il cane - Scultura intera profilo sinistro

Il cane - Scultura intera profilo destro

Il cane - Scultura intera di spalle

Questa scultura, il cui stile rievoca l'ambiente egiziano, è stata ritrovata nel 1877 nei pressi " dell' Auditorium " degli " Horti di Mecenate ", seguendo una tradizione ben radicata nel mondo romano, doveva decorare l'ingresso di un padiglione dei giardini.

sabato 22 gennaio 2011

Stylish blogger award


Sembra che il fatto che io non voglia seguire la regola di scegliere un numero prestabilito di blog a cui passare la staffetta di un premio, non vi faccia indugiare nello scegliermi. Ringrazio pertanto la carinissima Graziella per questo gradito premio e vi elenco 7 cose che mi riguardano cercando di non ripetere quelle già dette nel mio profilo:

1 Sono ostinata, è difficile farmi cambiare idea, ma davanti ad una buona tesi posso rielaborare il mio pensiero che è sempre in continua evoluzione.
2 Mi irrito quando qualcuno vuole incastrarmi in una categoria convenzionalmente prestabilita, per adattarmi ad un suo schema mentale.
3 Adoro i libri
4 Adoro i vecchi film
5 Sono empatica.
6 Sono tendenzialmente positiva perché voglio vivere bene la vita e mi piacerebbe che anche gli altri lo facessero senza farsi condizionare da sovrastrutture sociali.
7 Sono parzialmente ironica, la mia parte seriosa però è predominante e forse di primo acchito risulto antipatica. 

Passo il testimone ad Elettra e ad altri nove che vorranno partecipare, se decideste di aderire tutti, per me andrebbe benissimo!

P.S  Ribadisco che Elettra è la mia prima iscritta  ed anche il mio porta fortuna, la nominerò sempre!  

venerdì 21 gennaio 2011

Testa di Amazzone

" ... guerriera ardita,

che succinta, e ristretta in fregio d'oro
l'adusta mamma, ardente e furiosa
tra mille e mille, ancor che donna e vergine,
di qual sia cavalier non teme intoppo... "

Eneide - Libro I

Publio Virgilio Marone






Questa "testa di Amazzone" conservata a Palazzo dei Conservatori dei Musei Capitolini e ritrovata nel 1874 negli "Horti di Mecenate" vicino "l'Auditorium", è una copia in marmo greco di un originale bronzeo eseguito durante la gara artistica, avvenuta ad Efeso negli anni 440 - 430 a. C., alla quale parteciparono gli artisti greci più famosi.

mercoledì 19 gennaio 2011

... E continuano a morire


Luca Sanna
caporal maggiore
8° reggimento alpini
32 anni Oristano


18 gennaio 2011
Bala Murgab - Afghanistan

lunedì 17 gennaio 2011

L'elemosina


" C'era una volta una vecchia che campava di elemosina, e tutto quello che buscava, lo divideva esattamente: metà lei, metà la sua gallina.

Ogni giorno, all'alba, la gallina si metteva a schiamazzare; avea fatto l'uovo. La vecchia lo vendeva un soldo, e si comprava un soldo di pane. La crosta la sminuzzava a quella, la midolla se la mangiava lei: poi andava attorno per l'elemosina.
Ma venne una mal'annata. Un giorno la vecchina tornò a casa senza nulla.
- Ah, gallettina mia! Oggi resteremo a gozzo vuoto.
- Pazienza ci vuole! Mangeremo domani. "

L'uovo nero

Luigi Capuana

" ... Certo sarà importante non riservare lo stesso trattamento ai professionisti dell'elemosina e ai poveri cristi. " 

Dominique Lapierre

sabato 8 gennaio 2011

Il cuore

" ... Quando poi davanti a te si apriranno tante strade e non saprai quale prendere, non imboccarne una a caso, ma siediti e aspetta. Respira con la profondità fiduciosa con cui hai respirato il giorno in cui sei venuta al mondo, senza farti distrarre da nulla, aspetta e aspetta ancora. Stai ferma, in silenzio, e ascolta il tuo cuore. Quando poi ti parla, alzati e va' dove lui ti porta .. ".

Va dove ti porta il cuore
Susanna Tamaro

giovedì 6 gennaio 2011

Epifania



" Gesù nacque a Betlemme di Giudea, al tempo del re Erode. Alcuni Magi (μάγοι magoi) giunsero da oriente a Gerusalemme e domandavano: "Dov'è il re dei Giudei (βασιλεὺς τῶν Ιουδαίων basileus tōn ioudaiōn) che è nato? Abbiamo visto sorgere la sua stella (ἀστέρα astera), e siamo venuti per adorarlo". All'udire queste parole, il re Erode restò turbato e con lui tutta Gerusalemme. Riuniti tutti i sommi sacerdoti e gli scribi del popolo, s'informava da loro sul luogo in cui doveva nascere il Messia. Gli risposero: "A Betlemme di Giudea, perché così è scritto per mezzo del profeta:
"E tu, Betlemme, terra di Giuda, non sei davvero il più piccolo capoluogo di Giuda: da te uscirà infatti un capo che pascerà il mio popolo, Israele."
Allora Erode, chiamati segretamente i Magi, si fece dire con esattezza da loro il tempo in cui era apparsa la stella e li inviò a Betlemme esortandoli: "Andate e informatevi accuratamente del bambino e, quando l'avrete trovato, fatemelo sapere, perché anch'io venga ad adorarlo". Udite le parole del re, essi partirono. Ed ecco la stella, che avevano visto nel suo sorgere, li precedeva, finché giunse e si fermò sopra il luogo dove si trovava il bambino. Al vedere la stella, essi provarono una grandissima gioia. Entrati nella casa, videro il bambino con Maria sua madre, e prostratisi lo adorarono (προσεκύνησαν prosekunēsan). Poi aprirono i loro scrigni e gli offrirono in dono oro (χρυσὸν chruson), incenso (λίβανον libanon) e mirra (σμύρναν smurnan). Avvertiti poi in sogno di non tornare da Erode, per un'altra strada fecero ritorno al loro paese. Essi erano appena partiti, quando un angelo del Signore apparve in sogno a Giuseppe e gli disse: "Alzati, prendi con te il bambino e sua madre e fuggi in Egitto, e resta là finché non ti avvertirò, perché Erode sta cercando il bambino per ucciderlo". Giuseppe, destatosi, prese con sé il bambino e sua madre nella notte e fuggì in Egitto" 
Matteo II 1-14


" Ed egli allora li congedò. Ed interrogò i Magi, dicendo loro: - Che sogno avete visto circa il re che è nato?
Dissero i Magi: - Abbiamo visto una stella grandissima, che brillava tra queste altre stelle e le oscurava, così che le stelle non si vedevano, e noi per questo abbiamo capito che un re era nato per Israele e siamo venuti ad adorarlo. I Magi se ne andarono. Ed ecco la stella che avevano visto in oriente li precedeva finché giunsero alla grotta, e si fermò in capo alla grotta. Ed i magi videro il bambino con sua madre Maria e trassero fuori della loro bisaccia dei doni: oro*, incenso* e mirra*. "


Oro* = Simbolo della regalità di Cristo 
Incenso* = Simbolo della natura divina di Cristo 
Mirra* = Simbolo del  sacrificio e della morte di Cristo 

Protovangelo di Giacomo
Vangeli Apocrifi


Adorazione dei Magi
di Fra Beato Angelico e Fra Filippo Lippi
1440 - 1460
National Gallery of Art - Washington DC


L'Epifania dal greco "ἐπιφάνεια - epifaneia - manifestazione, apparizione, venuta presenza divina", per i latini "festivitas declarationis" o "apparitio", indicava inizialmente, nel cristianesimo:


  1 l'adorazione dei Re Magi
2 il battesimo di Gesù 
(festeggiato oggi la domenica che segue) e
3 il primo miracolo avvenuto alle Nozze di Cana

ma con le omelie di papa Leone Magno, l'episodio dell'adorazione dei Magi è diventato in Occidente, il tema privilegiato della festa:


"Una stella più fulgente delle altre attira l’attenzione dei Magi, abitanti dell’Estremo Oriente. Essi erano uomini non ignari nell’arte di osservare le stelle e la loro luminosità, per questo compresero l’importanza del segno. Certamente operava nei loro cuori la divina ispirazione."

Matteo non esplicita il numero esatto dei Magi, né tantomeno i loro nomi, parla  di:


"μαγοι απο ανατολων - magoi apo anatolōn - Magi dall'Oriente"

cita solamente i tre doni che offrono al Bambin Gesù e così fa anche Giacomo; nel codice siriano "la Caverna dei Tesori" del V secolo  invece si legge che  sono tre: 

"re e figli di re"

e vengono chiamati  Hormidz di Makhozdi re di Persia, Azdegerd re di Saba e Peroz re di Seba; il Vangelo Armeno dell'Infanzia della fine del VI secolo, nel capitolo V - 10, conferma che sono tre e ci fornisce i nomi accettati dalla tradizione:


" Un angelo del Signore si affrettò di andare al paese dei persiani per prevenire i re magi ed ordinare loro di andare ad adorare il bambino appena nato. Costoro, dopo aver camminato per nove mesi avendo per guida la stella, giunsero alla meta proprio nel momento in cui Maria era appena diventata madre. E' da sapere che in quel momento il regno persiano dominava sopra tutti i re dell'Oriente per il suo potere e le sue vittorie. I re magi erano tre fratelli: Melchiorre, che regnava sui persiani, poi Baldassare che regnava sugli indiani, ed il terzo Gaspare che dominava sul paese degli arabi"


Adorazione dei Magi
di Leonardo da Vinci
1481 - 1482
Galleria degli Uffizzi - Firenze

Anche nel complesso monastico di Kellia, in Egitto, sono stati rinvenuti i nomi di Gaspar, Melechior e Bathesalsa.
 

Melechiorre, semitico, il più anziano, il suo nome deriverebbe da Melech che significa re. Baldassarre, camitico, il suo nome deriverebbe da Balthazar, mitico re babilonese. 
Gaspare, giapetico, il suo nome deriverebbe dal greco Galgalath che significa signore di Saba.


Adorazione dei Magi
di Andrea Mantegna
1462 - Galleria degli Uffizi - Firenze

Il termine Magi - Magusei dal greco μαγος - magos  plurale μαγοι - magoi, si riferisce a dei sapienti del polpolo iranico dei medi, custodi della dottrina di Zoroastro che conquistarono un ruolo di primo piano nella religione e nella vita politica dell'impero persiano, erano conosciuti anche come "athravan - accenditori del fuoco", per cinque volte al giorno eseguivano la cerimonia che ravvivava il fuoco, annunciata dal suono di una campanella che invitava i fedeli a partecipare e il termine re lo si associa a loro per l'influsso di Isaia 60, 3, : 

1 Alzati, rivestiti di luce, perché viene la tua luce,
la gloria del Signore brilla sopra di te.

2 Poiché, ecco, le tenebre ricoprono la terra,
nebbia fitta avvolge le nazioni;
ma su di te risplende il Signore,
la sua gloria appare su di te.

3 Cammineranno i popoli alla tua luce,
i re allo splendore del tuo sorgere.

4 Alza gli occhi intorno e guarda:
tutti costoro si sono radunati, vengono a te.
I tuoi figli vengono da lontano,
le tue figlie sono portate in braccio. 

5 A quella vista sarai raggiante,
palpiterà e si dilaterà il tuo cuore,
perché le ricchezzze del mare si riverseranno su di te
verranno ate i beni dei popoli.

6 Uno stuolo di cammelli ti invaderà,
dromedari di Madian e di Efa,
tutti verranno daSaba, portando oro e incenso
e proclamando le glorie del Signore.
Isaia 60,1-6

 
Adorazione dei Magi
di Leonaert Bramer
1633 - 1634


Un accenno a questi mitici re lo troviamo anche nel "Milione" di Marco Polo:

"In Persia è l[a] città ch’è chiamata Saba*, da la quale si partiro li tre re ch’andaro adorare Dio quando nacque. In quella città son soppeliti gli tre Magi in una bella sepoltura, e sonvi ancora tutti interi con barba e co’ capegli: l’uno ebbe nome Beltasar, l’altro Gaspar, lo terzo Melquior. Messer Marco dimandò piú volte in quella cittade di quegli 3 re: niuno gliene seppe dire nulla, se non che erano 3 re soppelliti anticamente.

Andando 3 giornate, trovaro uno castello chiamato Calasata, ciò è a dire in francesco ’castello de li oratori del fuoco’; e è ben vero che quelli del castello adoran lo fuoco, e io vi dirò perché. Gli uomini di quello castello dicono che anticamente tre lo’ re di quella contrada andarono ad adorare un profeta, lo quale era nato, e portarono 3 oferte: oro per sapere s’era signore terreno, incenso per sapere s’era idio, mirra per sapere se era eternale. E quando furo ove Dio era nato, lo menore andò prima a vederlo, e parveli di sua forma e di suo tempo; e poscia ’l mezzano e poscia il magiore: e a ciascheuno p[er] sé parve di sua forma e di suo tempo. E raportando ciascuno quello ch’avea veduto, molto si maravigliaro, e pensaro d’andare tutti insieme; e andando insieme, a tutti parve quello ch’era, cioè fanciullo di 13 die.
Allora ofersero l’oro, lo ’ncenso e la mirra, e lo fanciullo prese tutto; e lo fanciullo donò a li tre re uno bossolo chiuso. E li re si misoro per tornare in loro contrada."

Il Milione - cap. XXX
Marco Polo
Redatto da Rustichello da Pisa
1298

 Saba* = Saveh

"Quando li tre Magi ebbero cavalcato alquante giornate, volloro vedere quello che ’l fanciullo avea donato loro. Aperso[r]o lo bossolo e quivi trovaro una pietra, la quale gli avea dato Idio in significanza che stessoro fermi ne la fede ch’aveano cominciato, come pietra. Quando videro la pietra, molto si maravigliaro, e gittaro questa pietra entro uno pozzo; gittata la pietra nel pozzo, uno fuoco discese da cielo ardendo, e gittòssi in quello pozzo. Quando li re videro questa meraviglia, pentérsi di ciò ch’aveano fatto; e presero di quello fuoco e portarone in loro contrada e puoserlo in una loro chiesa. E tutte volte lo fanno ardere e orano quello fuoco come dio; e tutti li sacrifici che fanno condisco di quello fuoco, e quando si spegne, vanno a l’orig[i]nale, che sempre sta aceso, né mai non l’accenderebboro se non di quello. Perciò adorano lo fuoco quegli di quella contrada; e tutto questo dissero a messer Marco Polo, e è veritade. L’uno delli re fu di Saba, l’altro de Iava, lo terzo del Castello."

Il Milione - cap. XXXI
Marco Polo
Redatto da Rustichello da Pisa
1298



I Magi sarebbero stati la "primitia gentium" ovvero le prime autorità religiose a riconoscere ed adorare Gesù Cristo portando con sé i doni crismali: l'oro simbolo della sua regalità, l'incenso simbolo della sua divinità e il più importante, la mirra simbolo della sua futura sofferenza redentrice (la mirra essendo una pianta medicinale da cui si estrae una resina gommosa, che veniva mescolata con oli per realizzare unguenti a scopo medicinale, cosmetico e anche religioso, è legata al termine Cristo che significa proprio unto, colui che è consacrato re, guaritore e Messia di origine divina, con un crisma, un unguento simbolico. 
   


Il cammino intrapreso dai Re Magi per raggiungere la mangiatoia dove nacque Gesù Bambino, come si legge nel Vangelo di Matteo e nel Protovangelo di Giacomo, fu accompagnato da una luce guida, un astro, una stella che viene oggi definita comunemente "cometa" e che Keplero, in "De anno natali Christi", nel 1614 spiega come una tripla congiunzione di Giove con Saturno tra la costellazione dei pesci e dell'ariete:


"Di tutte le spiegazioni possibili la più probabile rimane quella, in qualche modo accettabile sulle fonti, secondo cui si è trattato di un'insolita posizione di Giove, l'antica costellazione regale. L'astronomia antica si è occupata dettagliatamente della sua comparsa in un preciso punto dello zodiaco e l'ha identificata, sul grande sfondo di una religiosità mitologico-astrale molto diffusa, con la divinità più alta. Essa era importante soprattutto per gli avvenimenti della storia e del mondo, in quanto i movimenti di Saturno erano facilmente calcolabili. Saturno, il pianeta più lontano secondo gli antichi, era il simbolo del dio del tempo Crono e permetteva immediate deduzioni sul corso della storia. Una congiunzione di Giove e di Saturno in una precisa posizione dello zodiaco aveva certamente un significato tutto particolare. La ricerca più recente si lascia condurre dalla fondata convinzione che la triplice congiunzione Giove-Saturno dell'anno 6/7 a.C. ai confini dello zodiaco, al passaggio tra il segno dei Pesci e quello dell'Ariete, deve aver avuto un enorme valore. Essa risulta importante come una 'grande' congiunzione e, in vista della imminente era del messia (o anche età dell'oro), mise in allarme l'intero mondo antico".


Dall'incontro tra il cammino dei Re Magi verso il ricovero di Gesù,  e l'antica usanza di andare  di abitazione in abitazionetravestiti con  i panni logori di una signora anziana, offrendo un augurio e un sorriso in cambio di doni prevalentemente alimentari che integravano il magro bilancio familiare, nasce la leggenda della Befana, si racconta che  i Re Magi, durante il viaggio verso Betlemme incontrarono una vecchia signora che offrì loro un accogliente riparo per la notte, il mattino seguente i Magi la invitarono a seguirli per far visita al piccolo nato, ma lei, presa dal suo da fare, non accettò; nel corso della giornata però si pentì del suo rifiuto e dopo aver preparato un cesto di dolci ,caramelle, frutta e qualche giocattolo, andò a cercarli ma, non riuscendo a trovarli, si fermò in ogni casa  per regalare i dolci, le  caramelle, la  frutta e i giocattoli a tutti i bambini che incontrava nella speranza che uno di loro fosse proprio Gesù, da allora ogni anno la notte tra il 5 e il 6 di gennaio, la Befana ritorna a far visita ai bambini lasciando a quelli buoni, dolci e caramelle e a quelli cattivi, carbone cipolle e aglio.


Un'altra leggenda , descrive la Befana come una donna che perde il figlio tanto amato e straziata dal dolore, quando apprende la notizia della nascita di Gesù, pensa che sia il suo bambino e gli porta dei doni per renderlo felice, il Bambin Gesù dispiaciuto per il dolore della donna e commosso per i suoi doni, la fa diventare la madre di ogni bambino.


Inoltre, la tradizione popolare dice che la Befana non ama essere vista mentre lascia i regali e per questo da un colpo con il manico della sua scopa a chi tenta di vederla, un ovvio espediente dei genitori che serve a tenere i bambini a letto nelle loro stanze  per poter riempire le calze.

lunedì 3 gennaio 2011

Ruderi di un tempo che ci oltrepasserà

" ... Se volgiamo indietro lo sguardo, esso cade su sepolcri e ruderi, sopra un campo di rovine. Noi stessi intanto siamo succubi di un'immagine temporale riflessa: mentre crediamo di avanzare e progredire, ci dirigiamo invece alla volta di questo passato. Presto gli apparterremo: il tempo ci oltrepassa ..."

I maestri
Ernst Junger








sabato 1 gennaio 2011

Capodanno

I festeggiamenti più antichi inerenti il Capodanno risalgono al 2° millennio a.C.
In Mesopotamia nell'antica Babilonia 2000 anni prima di Cristo, oltre 4000 anni fa, dopo l'equinozio di primavera alla prima luna nuova, con l'arrivo delle piogge portatrici di nuova vita, si festeggiava l'Akītu, la nascita dell'universo originato dalla vittoria del dio dell'ordine Marduk sulla dea del caos Tiamat. Per commemorare questo evento il re babilonese che era il rappresentante dell'ordine, permetteva al popolo di vivere nel caos più assoluto, per 11 giorni si poteva danzare bere e mangiare senza freni, si potevano compiere atti immorali e gli schiavi potevano perfino insultare i padroni, si partecipava poi alla processione che solennizzava la vittoria di Marduk su Tiamat, si leggeva pubblicamente l'Enuma elish che narra l'epopea della creazione e si assisteva a riti esoterici e di esorcismo che avevano l'intento di scacciare gli spiriti maligni.

Marduk


Tiamat


Marduk e Tiamat

Gli antichi egiziani, il giorno di Capodanno nel mese di agosto festeggiavano l'anniversario della nascita della dea Hator, le sacerdotesse della dea, poco prima dell'alba, ponevano la sua immagine all'aperto, in modo tale che i primi raggi del sole nascente si posassero su si essa, dopo di che si dava inizio a vere e proprie orge accompagnate da canti e vino. Hator era la dea dell'amore, della gioia, della musica della danza e successivamente divenne anche la dea dei morti che aiutava a raggiungere il cielo con una scala.


Hator

Nel mese di Poseidone a cavallo tra dicembre e gennaio nell'Attica si celebravano le Dionisie Rurali o Piccole Dionisie legate alle attività contadine e al ciclo delle stagioni, ogni demo che costituiva un unità amministrativa governata da un demarco sceglieva una data diversa per il festeggiamento in modo che tutti potessero assistere alle varie manifestazioni, le più importanti erano le falloforie, processioni in cui venivano esposti simulacri fallici dedicati alle preghiere e agli inni per la fertilità della terra e la buona produttività della semina. Seguivano poi le rappresentazioni teatrali tragiche e comiche.


Raffigurazione di Dioniso con i satiri

Gli antichi romani celebrarono il Capodanno nel mese di marzo fino a quando nel 46 a.C. Giulio Cesare, seguendo il calendario Giuliano sincronizzato con il sole, stabilì che l'anno nuovo iniziava il primo gennaio, giorno in cui si festeggiava Giano bifronte, il dio dell'inizio e della fine, dei passaggi e delle porte, raffigurato con una faccia che guardava indietro verso il passato e una faccia che guardava in avanti verso il futuro, a lui i sacerdoti offrivano il farro e una focaccia di farina cotta in forno con cacio grattugiato, uova e olio.

Il primo gennaio, che per volere di Giano fino al 487 d.C. fu un giorno lavorativo:

"Consacrai al lavoro l'anno che appena comincia perché non sia l'intero ciclo ozioso"

Publio Ovidio Nasone

si usava pranzare con gli amici e ci si scambiava numerosi doni propiziatori per accumulare l'abbondanza tutto l'anno ("strenarium commercium"), un regalo tipico:

"Perché l'anno che inizia sia dolce"

Publio Ovidio Nasone

era un vaso bianco colmo di datteri, fichi, mele e miele, adornato con ramoscelli di alloro tagliati sul monte Velia (situato dove oggi sorge il Colosseo) dagli alberi del bosco della via sacra alla dea di origine sabina Strenia, portatrice di fortuna, felicità e potenza, dal suo nome deriva la parola latina strena- presagio fortunato, da cui strenna.
I paesi europei adottarono il calendario Giuliano ma ancora nel medioevo non vi era una data comune per festeggiare l'arrivo dell'anno nuovo, solo dopo l'avvento del calendario Gregoriano nel 1582 si acquisì definitivamente la data del primo gennaio come inizio dell'anno nuovo.



Giano

La tradizione sostiene che la notte di Capodanno sia di buon augurio indossare qualcosa di vecchio che rappresenti l'anno che sta per finire, qualcosa di nuovo che simboleggi l'anno che inizia e qualcosa di rosso come amuleto d'amore, fortuna, fertilità e fecondità.

Riti propiziatori

1 La notte del 31 dicembre bisogna mangiare le lenticchie, perché ogni lenticchia simboleggia una moneta, quindi più se ne mangeranno più soldi si avranno.
2 Bisogna mangiare, lo zampone e il cotechino che essendo estremamente nutrienti sono il simbolo dell'abbondanza e preludio di un anno ricco e fortunato.
3 Bisogna mangiare l' uva perché come sostiene un proverbio: "chi mangia l'uva per Capodanno conta i quattrini tutto l'anno", il proverbio è nato dalla tradizione contadina, per cui chi riusciva a raccogliere l'uva in inverno aveva avuto un raccolto abbondante.
4 Bisogna mangiare frutta secca e melagrane, sempre per propiziarsi l' abbondanza.
5 Bisogna baciarsi sotto un rametto di vischio, pianta benaugurale che dona prolificità spirituale e materiale. Per approfondire cliccare su: Il Ramo d'oro
6 Sembra che accogliere in casa dopo la mezzanotte un prete o un uomo alto dai capelli neri sia propiziatorio per l'abitazione.
7 E' auspicabile che la prima persona che si incontra per strada il primo gennaio sia un vecchio, perché è simbolo di lunga vita o in alternativa un gobbo che porta sempre bene ma in modo particolare in questo giorno in cui le forze universali hanno il loro massimo potere, la fortuna è propiziata anche dall'incontro con un carro di fieno o un cavallo bianco.
8 C'è anche chi crede che il primo gennaio sia necessario iniziare tutti i lavori perché così durante l'anno riusciranno tutti bene o al contrario c'è chi crede che in questo giorno sia necessario riposare per assicurarsi di non affaticarsi troppo durante l'anno.

Riti apotropaici

9 Per liberarsi della negatività e del male che si è accumulato durante tutto l'anno passato, si usa buttare dalla finestra oggetti vecchi ed inutilizzati.
10 A S. Silvestro bisogna aprire poco prima della mezzanotte una finestra in una stanza buia per scacciare gli spiriti del male e una finestra in una stanza illuminata per accogliere gli spiriti del bene, anche i botti sparati a cavallo della mezzanotte servono per scacciare gli spiriti del male.

Riti divinatori

11 Allo scoccare della mezzanotte se si butta nell'acqua dello stagno fuso, dalla forma solidificata si potranno trarre presagi sull'anno nuovo.
12 I contadini, il primo gennaio prendono da una spiga 12 chicchi di grano e li dispongono in cerchio sulla brace, i chicchi che salteranno indicheranno i mesi dell'anno nuovo in cui il prezzo del grano aumenterà.
13 La credenza delle calende fa pensare che ci sia una corrispondenza diretta tra il tempo atmosferico dei primi dodici giorni dell'anno nuovo e quello dei dodici mesi successivi, esiste anche una variante in cui la corrispondenza è inversa. Il rituale invece prevede di versare del sale su 12 noci o su 12 spicchi di cipolla che si lasceranno tutta la notte all'aperto e il giorno dopo in relazione allo stato della noce o dello spicchio di cipolla si potrà scoprire quali saranno i mesi più piovosi e quelli più secchi.

Inoltre

È credenza che nell'attimo in cui scocca la mezzanotte l'acqua di sorgente si trasformi in oro quindi chi in quell'istante raccoglierà l'acqua riuscirà a portarsi a casa un secchio d'oro.

© Sciarada Sciaranti

P.S.
Auguri a te Matteo per questo tuo viaggio, iniziato la vigilia di questo nuovo anno


Caporal maggiore Matteo Miotto
24 anni
di Thiene - Vicenza
7° reggimento alpini di Belluno
Farah-Afghanistan
31 dicembre 2010


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