"... Lo straniero arrivò ai primi di febbraio, in una giornata gelida, sferzata da un vento tagliente e battuta da una fitta nevicata, l'ultima della stagione. Veniva a piedi dalla stazione di Brumblehurstm, e teneva in mano, una mano pesantemente guantata, una valigetta nera. Era imbacuccato dalla testa ai piedi, e la tesa del suo morbido cappello di feltro gli scendeva sul viso, nascondendolo quasi interamente alla vista, L'unica cosa visibile era la punta lucida del suo naso. La neve gli si era ammucchiata contro il petto e sulle spalle e aveva ricamato una cresta bianca sul bagaglio. Più morto che vivo, entrò nell'albergo "Carrozza e cavalli" e lasciò cadere in terra la valigia. «Un po' di fuoco», gridò, «in nome di Dio! Una stanza e un po' di fuoco!»..."
L'uomo invisibile
Herbert George Wells
Traduzione Stefano Sudrié
L'arrivo dello straniero, nel racconto di Herbert George Wells, avviene ai primi di febbraio, nel mese del mezzo inverno in cui ci si incammina verso la primavera. Il gelo, la neve e il vento continuano a dominare il paesaggio e lo rendono misterioso e severo, così come appare lo sconosciuto che sembra custodire un segreto ancora sospeso, chiuso nella valigia in attesa di essere svelato. Febbraio è un tempo di resistenza in cui il fuoco è ancora necessario per la vita, la stagione invernale persiste nonostante il lento avanzare della luce che ancora non porta da sé il calore necessario al risveglio, crea un contrasto e a volte confusione tra ciò che si percepisce e ciò che deve ancora avvenire, È un momento di attesa e transizione, in cui l'inverno sembra voler affermare per l'ultima volta la propria presenza.

Mi fai venire la voglia di vivere l'inverno seguendo il tuo calendario, e di lasciare indietro il desiderio di primavera. La nuova testata è fantastica. Segugio
RispondiEliminaInfatti, vivere non è correre in avanti, ma consolidare e sentire ogni passo.
EliminaGrazie Segugio!
Sono d'accordo con il collega: i tuoi riferimenti colti, l'atmosfera che sai creare per ogni stagione, il senso delle cose, le tradizioni, ecc.ecc., ci hanno insegnato a vivere il tempo e non a subirlo correndo avanti per cercare un'illusione che più inseguiamo e più si allontana rendendoci sempre insoddisfatti. Nel pomeriggio vado in biblioteca a prendermi L'uomo invisibile di Wells. Segugio
RispondiEliminaPorsi in una prospettiva diversa, migliora sempre la percezione delle cose.
EliminaGrazie Segugio!
Trovo interessante il modo in cui colleghi la meteorologia alla psicologia del personaggio. Hai staccato il febbraio di Wells dallo sfondo e ne hai fatto una sorta di camera di risonanza emotiva che amplifica il mistero dello straniero, geniale. Segugia
RispondiEliminaGrazie!
EliminaCon l'accoppiata letteratura-meteo non hai solo spiegato il mezz'inverno, hai costruito una rappresentazione magnifica, dentro la quale ci caliamo seduti in poltrona, aprendo un buon libro e sorseggiando una tazza di tè. Adoro! Segugia
RispondiEliminaRipeto che prendo il posto nella poltrona accanto alla tua!
EliminaGrazie!
Febbraio è il mese del quasi primavera, quasi conforto, quasi rivelazione. Lo straniero è perfettamente in tema. Segugio
RispondiEliminaForse, forse, febbraio si nasconde dietro l'invisibilità dello straniero :-)
EliminaMa come gli è venuto in mente a Wells di chiedere il fuoco in nome di Dio? Pazzesco! L'ha fatta la richiesta in carta bollata ai discendenti dei pagani? Se se ne accorgono chiedono i danni per appropriazione indebita ai parenti rimasti in vita e non so come va a finire. Segugio
RispondiEliminaIntervengo in qualità di legale e dichiaro ufficialmente che il fatto non sussiste. I discendenti di Wells possono dormire sonni tranquilli, possibilmente davanti a un camino acceso in camera arieggiata. Il paganesimo, pur rispettabilissimo, com’è noto, non ha eredi legittimi né collaterali, quindi nessuna azione risarcitoria è proponibile. Non c’è stata alcuna appropriazione indebita, il fuoco in questione è certificato come bene biblico, utilizzato regolarmente da profeti, patriarchi e affini. Pertanto la richiesta “in nome di Dio” è del tutto legittima. Il giudice autorizza l’accensione del fuoco e si dichiara chiuso il procedimento per manifesta infondatezza… e per freddo intenso.
EliminaGli sarà venuto in mente, perché forse aveva un consulente legale preparato come il nostro :-)
EliminaIl suo intervento, pro bono, in qualità di legale è stato apprezzato e molto.
EliminaGrazie!
Metto agli atti la dichiarazione del fuoco: «Io, Fuoco, nato ben prima del paganesimo organizzato e regolarmente citato nelle Scritture, confermo di essermi trovato più volte in contesti divini senza mai opporre resistenza. Sono apparso in roveto, colonna, fiamma e camino, sempre con autorizzazione superiore. In data febbraio, con neve, vento e straniero infreddolito, mi sono limitato a svolgere il mio lavoro. Nessuna divinità è stata danneggiata, nessun culto espropriato. Chiedo solo di essere alimentato con legna secca e di non essere trascinato in contenziosi inutili.»
RispondiEliminaAhahahahah, e come si suol dire, patti chiari, amicizia lunga!
EliminaNel weekend ho letto L'uomo invisibile di Wells, una figata, il mezz'inverno come spazio liminale lo fa interpretare non solo come romanzo di fantascienza, ma come meditazione sulla soglia, sulla trasformazione incompiuta. Condivido la collega: sei geniale. E bravo il legale. Segugio
RispondiEliminaGrazie Segugio!
EliminaEh sì, bravo il legale!