mercoledì 11 novembre 2015

Despina, città di confine tra due deserti

Despina dal greco-miceneo " Dèspoina, des-potnia - la Signora " è una delle città del desiderio, linea di confine tra due mondi diversi che ne delineano l ' architettura attraverso la visione del proprio opposto , per placare l' arida monotonia del vivere immersi nell'abitudine, si tramuta in nave del mare per il cammelliere che cerca l'acqua e vi giunge viaggiando sulla sua nave del deserto e in nave del deserto per il marinaio che cerca la terra e vi giunge viaggiando sulla sua nave del mare.
Forma cangiante, miraggio o verità che colma l'assenza del non vissuto, ma se la fisionomia di Despina non prendesse vita solo per i forestieri, quale sarebbe quella che le darebbero i suoi abitanti incastonati tra il deserto e il mare ? 

Sciarada Sciaranti

" In due modi si raggiunge Despina: per nave o per cammello. La città si presenta differente a chi viene da terra e a chi dal mare.


Il cammelliere che vede spuntare all'orizzonte dell'altipiano i pinnacoli dei grattacieli, le antenne radar, sbattere le maniche a vento bianche e rosse, buttare fumo i fumaioli, pensa a una nave, sa che è una città ma la pensa come un bastimento che lo porti via dal deserto, un veliero che stia per salpare, col vento che già gonfia le vele non ancora slegate, o un vapore con la caldaia che vibra nella carena di ferro, e pensa a tutti i porti, alle merci d'oltremare che le gru scaricano sui moli, alle osterie dove equipaggi di diversa bandiera si rompono bottiglie sulla testa, alle finestre illuminate a pian terreno, ognuna con una donna che si pettina.


Nella foschia della costa il marinaio distingue la forma d'una gobba di cammello, d'una sella ricamata di frange luccicanti tra due gobbe chiazzate che avanzano dondolando, sa che è una città ma la pensa come un cammello dal cui busto pendono otri e bisacce di frutta candita, vino di datteri, foglie di tabacco, e già si vede in testa a una lunga carovana che lo porta via dal deserto del mare, verso oasi d'acqua dolce all'ombra seghettata delle palme, verso palazzi dalle spesse mura di calce, dai cortili di piastrelle su cui ballano scalze le danzatrici, e muovono le braccia un po' del velo e un po' fuori dal velo. Ogni città riceve la sua forma dal deserto a cui si oppone; e così il cammelliere e il marinaio vedono Despina, città di confine tra due deserti. "

Despina - Le città invisibili

11 commenti:

  1. Sottile il post. Complimenti Sciarada.
    Un abbraccio
    Maurizio (anonimo per caso)

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  2. Domanda difficile cui rispondere, quella della fisionomia! Nell'intersecarsi e nello scambio di mezzi e visioni, c'è un mondo dove la fantasia non ha limiti. Irraggiungibile, perché è quella di Calvino.
    Splendido post.

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  3. Ma che ti ha dato da mangiare la mamma? Distribuiamolo nelle mense scolastiche.

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  4. Per gli abitanti la forma di Despina è un'ancora, un punto fermo d'aggancio che rompe l'abitudine di vivere l'incosistenza dei desideri dei forestieri, un oggetto comune alla nave del deserto e alla nave del mare.

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    Risposte
    1. La lega pro anonimi non ostante ti stia antipatica apprezza la tua risposta
      Patrizia

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    2. Patrì, non mi stanno antipatici gli anonimi, la conoscenza del tuo bel viso fa triste il volto anonimo firmato con il tuo nome, era un complimento.

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    3. Grazie per l'apprezzamento .

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    4. Pace fatta lupo, famo a capisse
      Patrizia

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  5. BONSOIR J'adore regarder ces bateaux il est beau et tout est si calme
    ça fait un bien fou bonne soirée à toi et bisous

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  6. Hallo Sciarado,
    ,
    Bedankt voor je lieve reactie, jou blog vindt ik ook erg mooi. Ik kan nergens meer op reageren, al mijn volgers kan ik niet meer zien op mijn blog. Dus ik kan alleen reageren als ik iets van een ander krijg. nogmaals dank. U big hug van mij !

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  7. Appoggio la risposta di Negus, è forte, perfetta, l'ho letta, mi ha colpita e non so pensare di meglio!!!

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