giovedì 27 gennaio 2011

Mihi venit in mentem

" E’ un gran miracolo che io non abbia rinunciato a tutte le mie speranze perché
esse sembrano assurde e inattuabili. Le conservo ancora nonostante tutto perché continuo a credere nell’intima bontà dell’uomo. Mi è impossibile costruire tutto sulla base della morte, della miseria, della confusione. Vedo il mondo mutarsi lentamente in un deserto, odo sempre più forte l’avvicinarsi del rombo che ucciderà noi pure, partecipo al dolore di milioni di uomini, eppure, quando guardo il cielo penso che tutto si svolgerà nuovamente al bene, che anche questa spietata durezza cesserà. Che ritorneranno l’ordine, la pace e la serenità. Intanto debbo conservare intatti i miei ideali; verrà un tempo in cui saranno ancora attuabili ".

Tratto dal diario di Anna Frank
Francoforte sul Meno -12 giugno 1929
Bergen- Belsen - 31 maggio 1945 



Cancello d'entrata di Auschwitz
con la scritta
 "Arbeit macht frei" - "Il lavoro rende liberi


Torretta di guardia



Cella di padre Massimiliano Maria  Kolbe entrato ad Auschwitz il 28 maggio 1941

Francesco Gajowniczek :
"Conobbi personalmente padre Kolbe soltanto nell'estate del 1941, il giorno che offrì la sua vita per me. [...] Il Lagerfuhrer Fritsch, comandante del campo, circondato dalle guardie, si avvicinò e cominciò a scegliere nelle file dieci prigionieri per mandarli a morte. Indicò col dito anche me. Uscii fuori dalla fila e mi sfuggì un grido: avrei desiderato rivedere ancora i miei figli! Dopo un istante, uscì dalla fila un prigioniero, offrendo se stesso in mia vece".


Forno crematorio di Auschwitz


Entrata di Birkenau


Binario che portava dentro il lager i treni con i deportati


Recinto


Al di la del recinto gli alloggi degli uomini




Alloggi delle donne


Entrata di una delle baracche


Latrine


La divisa che i deportati indossavano era contrassegnata oltre che dal numero di matricola, anche da un triangolo identificativo che veniva cucito nella parte anteriore sinistra e sulla parte destra del pantalone. Gli ebrei fino alla metà del 1944 venivano identificati senza distinzioni con due triangoli di colore giallo sovrapposti che formavano una stella a sei punte, successivamente vennero "catalogati" nello stesso modo degli altri prigionieri, con la differenza che al triangolo identificativo di categoria veniva sovrapposto quello giallo di razza. 

1 I prigionieri politici, erano divisi in 
2 recidivi
3 prigionieri di Battaglione penale
4 ebrei

Red triangle.svg  2 Red triangle repeater.svg  3 Red triangle penal.svg 4 Red triangle jew.svg

1 I Criminali erano, divisi in
2 recidivi
3 prigionieri di battaglione penale
4 ebrei

1 Green triangle.svg 2 Green triangle repeater.svg 3 Green triangle penal.svg  4 Green triangle jew.svg

1 Gli immigranti-forzati stranieri, erano divisi in 
2 recidivi
3 prigionieri di battaglione penale
4 ebrei
1Blue triangle.svg 2 Blue triangle repeater.svg 3 Blue triangle penal.svg 4 Blue triangle jew.svg

1 Gli omosessuali, erano divisi in
2 recidivi
3 prigionieri di battaglione penale
4 ebrei

1 Pink triangle.svg 2 Pink triangle repeater.svg 3 Pink triangle penal.svg 4 Pink triangle jew.svg

1 I Testimoni di Geova erano, divisi in 
2 recidivi
3 prigionieri di battaglione penale
4 ebrei

Purple triangle.svg 2 Purple triangle repeater.svg 3 Purple triangle penal.svg 4 Purple triangle jew.svg

1Gli asociali, le prostitute, gli alcolisti i vagabondi, i Rom e i  Senti, erano divisi in
2 recidivi
3 prigionieri di battaglione penale
4 ebrei

1 Black triangle.svg 2 Black triangle repeater.svg 3 Black triangle penal.svg 4 Black triangle jew.svg

Poi c'erano anche

Male race defiler.svg

Uomini che avevano una relazione interazziale 
                     
Female race defiler.svg
   
Donne che avevano una relazione interazziale

                               Red triangle Pole.svg                                 Red triangle Czech.svg    


Sospetti in fuga               Polacchi                  Tscheche - Cechi

. Armed forces red triangle.svg 
                          
Membri delle forze armate
  
 Special inmate.svg

Prigionieri speciali banda marrone al braccio

I religiosi cristiani erano identificati con un triangolo di colore rosso, perché solitamente venivano internati dopo azioni repressive naziste rivolte contro l'autorità.

Un triangolo di colore marrone identificava i prigionieri zingari.

La lettera "E" prima del numero di matricola identificava i detenuti "da educare" - "Erziehungshäftling". 


Un cerchietto di colore nero identificava i prigionieri della compagnia penale.

Tutti i detenuti tranne i tedeschi e gli apolidi, sul  triangolo identificativo  avevano  anche  l'iniziale della loro nazionalità scritta  in tedesco.

Fino al 1943 a tutti i detenuti venivano scattate tre foto: frontale, profilo destro e profilo sinistro, dopo a causa della difficoltà nel reperire il materiale fotografico le foto furono fatte esclusivamente ai detenuti tedeschi.

Tra le varie ditte tedesche che usufruirono della manodopera dei detenuti ritenuti abili al lavoro c'era anche la I.G. Farben che produceva il gas  che serviva a sterminarli. 

10 commenti:

  1. Ciao Sciarada.
    The past causes us much sadness, but we need him to not commit the same mistakes.

    RispondiElimina
  2. Quel post émouvant, Sciarada ! J'ai beaucoup lu sur la déportation. Celle-ci n'a pas commencé pendant la dernière guerre avec la déportation des Juifs, mais dès 1933, à l'avènement d'Hitler qui déportait, les homosexuels et les prisonniers républicains espagnol de la guerre d'Espagne qui ont participé à la construction des camps de concentration. Un soir, j'ai regardé le documentaire poignant de Claude Lanzmann sur la Shoa, je n'ai pas pu dormir de la nuit,mon Mari non plus. C'était une période et des endroits effrayants.

    RispondiElimina
  3. Che cose orribili, ma si devono ricordare per non farle ricapitare.

    RispondiElimina
  4. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

    RispondiElimina
  5. La foto della cella di Padre Kolbe, mi ha fatto venire alla mente le parole che il sacerdote pronunciò all'ufficiale medico nazista che gli fece l'iniezione mortale nel braccio, Padre Kolbe disse: «Lei non ha capito nulla della vita...» e mentre l'ufficiale lo guardava con fare interrogativo, soggiunse: «...l'odio non serve a niente... Solo l'amore crea!». Le sue ultime parole, porgendo il braccio, furono: «Ave Maria».

    Bel lavoro Sciarada.

    RispondiElimina
  6. Splendido post Sciarada... hai fatto benissimo a ricordare il gesto veramente eroico di Padre Kolbe...

    Sono rimasta a lungo a guardare quell'immagine del binario che portava al lager...
    Un grande abbraccio

    RispondiElimina
  7. Sciarada il tuo post, con immagini documentate e impeccabili scritti relativi, scuote ancora di più chi ancora non sa.
    Complimenti!

    RispondiElimina
  8. Un post davvero documentato e intelligente,che sicuramente ti sarà costato fatica, ma ne è valsa proprio la pena!! E poi quel pensiero di Anna Frank "continuo a credere nell'intima bontà dell'uomo" è quello che avrei scelto anch'io, perché nonostante abbia letto il libro moltissimi anni fa, quelle parole mi si sono stampate nella memoria.Grazie Sciarada!

    RispondiElimina
  9. You have put a lot of work into this post, well done for that.
    I am still reminded of my trip to Auschwitz in 2008 as it is still vivid in my head. It is poignant that after taking so many photos on this day I couldn't put them amongst the rest of the Krakow tourist album except the two site entrance images. I have four other identical pictures to yours that I have not looked at since I got them from the developers. Such a sad and heavy day.

    RispondiElimina
  10. Queste foto sono terribili. E quelle "categorie" contrassegnate da distintivi, non sapevo che fosse così. Di solito si pensa agli ebrei e agli zingari. Che ferocia senza senso e senza limiti.

    RispondiElimina

LinkWithin

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...